venerdì 24 febbraio 2017

Le novelle del Decamerone sul palco del Teatro delle Commedie a Livorno

Lo spettacolo, rivolto alle scuole, porta la firma di Emanuele Gamba

 Lunedì 27 e martedì 28 febbraio andrà in scena al Nuovo Teatro delle Commedie in via G.M Terreni lo spettacolo 'Decameron', tratto dall’opera del Boccaccio, per la regia di Emanuele Gamba, con Alessia Cespuglio, Marco Fiorentini, Emanuele Gamba, Silvia Lemmi e Valeria Paoli.


Lo spettacolo, inserito nella Rassegna di Teatro per ragazzi “Mille storie alla ribalta”, promosso dal CRED del Comune di Livorno in collaborazione con la Fondazione Teatro Goldoni e NTC, vista la grande richiesta di partecipazione da parte delle scuole, prevede 4 repliche rivolte agli studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado, alle ore 9 e alle ore 10.30 di ciascun giorno.

Lo spettacolo è un’occasione rara di assaporare il materiale della più famosa raccolta di storie della tradizione medioevale italiana, nella sua vera essenza: il racconto orale. Si tratta infatti di uno spettacolo di narrazione orale improvvisata, rappresentato utilizzando il metodo tradizionale dei cantastorie, come descritto nel Decameron stesso: niente testo a memoria e niente letture, ma racconto teatralmente improvvisato direttamente davanti al pubblico, che si sentirà costantemente coinvolto nella narrazione.
Sulla scena, povera e stilizzata, i cinque protagonisti, vestiti con costumi rustici e colorati a tinte calde e passionali, si muovono, come in un "vaudeville medioevale", immersi in sonorità medievali. Gli interpreti sono travolti dal sentimento amoroso che con Boccaccio si estende dagli animi nobili agli individui più umili, socialmente inferiori, poiché l'amore, sia esso sublime o sensuale, eleva tutto e tutti, componente fondamentale della vita, gioia dell'esistenza e mai peccato.



                                                          Il regista Emanuele Gamba

Ser Ciappelletto, Andreuccio da Perugia, Masetto da Lamporecchio, Federigo degli Alberighi, Calandrino pregno e Chichibio e la gru sono le sei novelle lungo le quali si snoda e racconta l' eterno conflitto tra amore e sesso, vita e morte, tipico binomio del mondo medievale e boccaccesco. Nei tempi moderni, come negli antichi, quando al focolare si raccontavano novelle con l'intento di rimuovere il ricordo di terribili pestilenze, l'amore in tutte le sue forme e vesti ci solleva dalle fatiche del quotidiano.
Nel tempo il Decamerone ha trasmesso di sé un'immagine distorta, alterata, che ne ha spesso ridotto il significato a quello di libro erotico, ma in realtà in tutte le novelle - e in questo risiede la grandezza dell'opera - l'amore, considerato sempre come istinto naturale e positivo, è il tema centrale e affrontato in modo raffinatamente complesso e giocosamente articolato.
Con umorismo e disincanto i cinque interpreti riportano i racconti del Decameron alla loro originaria dimensione orale, celebrandone il valore senza tempo di metafora della gioia di vivere e di inno alla gioventù, al piacere e alla bellezza.
Con stile contemporaneo accompagnato da madrigali e ballate medioevali, lo spettacolo è un incontro travolgente di parole, musica, gestualità e canto, che trasporta lo spettatore in un mondo di puro divertimento.

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