Il blog della famiglia Guidi Mauro di Livorno non ha scopi commerciali ma è solo la testimonianza di una famiglia livornese.
venerdì 13 dicembre 2019
Il mistero del Natale nella pittura di Leonardo Da Vinci in un piccolo libro illustrato dedicato a un grande artista
Leonardo Da Vinci, Natività. La sorpresa del divino nel mondo
Con tavole a colori. A cura di Alessandro Rovetta
Interlinea, 2019, pp. 64, euro 10, isbn-88-6857-292-1
«Se questa sua composizione ti pare di maraviglioso artifizio, pensa questa essere nulla rispetto all’anima che in tale architettura abita e, veramente, quale essa si sia, ella è cosa divina sicché lasciala abitare nella sua opera a suo beneplacito […] così mal volentieri l’anima si parte dal corpo e ben credo che ’l suo pianto e dolore non sia sanza cagione» (Leonardo da Vinci in Natività, Interlinea 2019)
In occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, Natività offre un inedito scorcio sulla genesi e i segreti della pittura dell’artista e della sua sensibilità verso la nascita sacra, non tradizionale, mai frutto di una spiritualità devota, ma piuttosto di un uomo di scienza che porta – dalla mente alla mano – la sua visione e spiegazione della venuta del divino nel mondo. Natività vuol spingere la curiosità del lettore «attorno a quell’episodio che segnava l’accadere definitivo e risolutivo del divino nelle vicende umane» come spiega il curatore Rovetta «verso tutto il mondo creato e la sorpresa dell’intervento del suo creatore, nella carne della sua creatura più amata». Per Leonardo il mistero del Natale ha sempre al centro il Bambino, che lui dipinge sotto diverse luci. Celebre, tra le sue opere, resta l’Adorazione dei Magi, una storia tormentata iniziata nella sua Toscana nel 1481 e narrata anche da molti disegni preparatori. Ma l’anno dopo il genio di Vinci deve partire per Milano e lascia il quadro incompiuto. Completa invece molte Madonne e L’Annunciazione, con olio e tempera su una tavola di pioppo che riproduce un’annotazione dell’autore, «li movimenti siano annunziatori del moto de l’animo…». In questo piccolo libro a colori sono presentate grandi opere che riportano nel clima del Natale l’arte di Leonardo da Vinci come «sorpresa del divino nel mondo».
Alessandro Rovetta insegna storia della critica d’arte e storia dell’arte moderna a Milano presso l’Università Cattolica. Nel 2011 ha curato la mostra L’ultimo Michelangelo. Disegni e rime attorno alla Pietà Rondanini. Ha pubblicato saggi e monografie dedicati al rinascimento lombardo, alla Pinacoteca Ambrosiana (tra cui L’Ambrosiana e Leonardo, con Marco Rossi, Interlinea) e alla critica d’arte in Lombardia tra Otto e Novecento.
Natività di Leonardo Da Vinci è pubblicato da Interlinea nell’esclusiva collana “Nativitas” con diversi titoli in uscita, da Vite da presepe di Andrea Kerbaker e La prima messa di mezzanotte in tv del decano dei giornalisti Rai Luciano Luisi e tra le riproposte La stella dei re magi. Una storia illustrata con testi della tradizione illustrata da Emanuele Luzzati, Le pubblicità di Natale che hanno fatto epoca di Walter Fochesato e Natale in piazza Duomo. Scrittori milanesi raccontano a cura di Ermanno Paccagnini. Tra le nuove edizioni Natale in poesia. Antologia dal IV al XX secolo, e i grandi classici di Dumas e Dickens Storia di uno schiaccianoci e Un canto di Natale.
mercoledì 27 novembre 2019
Le gesta ( successi ed insuccessi) dei nipoti
Ho un mare di nipoti. Un redattore meticoloso ed attento potrebbe enunciarli in ordine alfabetico oppure in base alla data di nascita . Niente di tutto questo, semplicemente perchè amo il caos , il disordine che ha creato i presupposti dell' Universo. Quindi vado ad inserire i loro nomi semplicemente in base alla loro attuale residenza.
Residenti a Livorno : Benedetta, Matteo, Tommaso e Marta Mini figli di mia figlia Silvia Guidi e Gianni Mini.
Residenti a Cecina : Filippo e Gabriele Bulichelli figli di Claudia Tellini e Renzo Bulichelli
Residenti a Milano : Luca e Cristina Di Martino figli di Marisa Guidi e Alfonso Di Martino
Matteo Mini
Matteo prima medaglia il 7.04.2019
Articolo pubblicato sul quotidiano '' il Tirreno'' di Martedì 26 novembre 2019
GRAN PREMIO GIOVANI
Gruppo Lottatori brilla e Matteo Mini vince I'oro ai tricolori under 13
Si è svolto nei giorni scorsi giorni il Gran Premio
Giovani di lotta olimpica stile libero a Ostia e i giovani
del Gruppo Lottatori Livornesi hanno lasciato il
segno. Il Gran Premio Giovani è il campionato Italiano
riservato ai giovani lottatori under 13, gara molto dura e impegnativa: il team era presente con Maicol Baggiani, Rayan Peruzzi,Matteo Mini, Gabriele Soldatini e Leonardo
Tesauro (sempre in forza ad un'altra società, passerà
ufficialmente ai nuovi colori il 1' gennaio 2020) .
Maicol al debutto mette in mostra il suo carattere
centrando un bronzo. Leonardo dopo un lungo periodo
di inattività torna sulla scena con un ottimo bronzo,
un bel regalo nel giorno del suo compleanno.
Ultimo ma non per importanza Matteo che conquista
I'oro dimostrando padronanza del tappeto, carattere e consapevolezza dei propri mezzi. Grande soddisfazione nella palestra diVia Cimarosa a Livorno, che si conferma protagonista e
ora punta a importanti traguardi.
mercoledì 7 novembre 2018
Ancora un anno senza il il 'Salvator Mundi'
Il Salvàtor mundi è un dipinto a olio su tavola (66x46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci, databile al 1499 circa e conservato in una collezione privata di Abu Dhabi.L'opera è stata pubblicata solo nel 2011 in occasione di una mostra alla National Gallery di Londra in cui è stata presentata al pubblico dopo un accurato restauro .L'attribuzione finora è stata confermata da quattro studiosi di fama internazionali, ma è stata contestata da molti altri.
La sua vendita da Christie's, nel novembre del 2017 al costo di 450,3 milioni di dollari l'ha resa l'opera d'arte più costosa della storia acquistata da un privato. il Dipartimento di Cultura e Turismo di Abu Dhabi. Il quadro doveva essere esposto il 18 settembre scorso presso il Museo Louvre Abu Dhabi ma così non è stato.
Per ora resta in calendario l'arrivo della tavola in Europa per la grande mostra sui cinquecento anni dalla morte di Leonardo che si svolgerà al Louvre di Parigi dove si vedrà, per la prima volta, uno al fianco all'altra il 'Salvator Mundi' e la 'Gioconda'dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020.
sabato 6 ottobre 2018
La vera Toscana antica nei quadri di un 'livornesaccio gallese'
Llewelyn Lloyd (Livorno, 30 agosto 1879 – Firenze, 1º ottobre 1949) è un pittore italiano di origine gallese. Cominciò a dipingere a Livorno nella scuola di Guglielmo Micheli con Amedeo Modigliani, Oscar Ghiglia e Gino Romiti. Fu invitato da Giovanni Fattori all'Accademia di Belle Arti di Firenze entrando così presto in contatto con illustri pittori macchiaioli come Telemaco Signorini e Adriano Cecioni ed avvicinandosi allo studio dell'arte italiana del Quattrocento.
Per questo i suoi quadri giovanili hanno toni classicheggianti moderati con aspirazioni moderne, ma la vicinanza di Plinio Nomellini lo condusse verso il divisionismo, utilizzando come scenari naturali la Liguria (le Cinque Terre) e la Toscana (la campagna pisana e livornese).Dopo poco tempo, però , durante il suo soggiorno nell'isola ritornò su binari più convenzionali.
A Villa Bardini, in corso, una grande mostra del maestro Llewelyn Lloyd dal titolo ‘ Lloyd. Paesaggi toscani del Novecento’ che chiuderà il 7 gennaio 2019.La mostra curata da Lucia Mannini è composta di 60 opere, dove il paesaggio è il tema dominante, provenienti da collezioni pubbliche e private che permettono al visitatore di ripercorre il cammino artistico di Llewelyn Lloyd dimostrando l'origine della sua pittura nella tradizione macchiaiola traghettata verso la pittura italiana del Novecento.Un piccolo ma significativo spazio è dedicato a disegni quasi sempre eseguiti in famiglia previlegiando ritratti di familiari ed interni dello studio o della casa.
Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 e Via dei Bardi 1r Firenze
Orario: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00
Visite guidate gratuite tutti i sabati e tutte le domeniche alle ore 16,30 e alle ore 17,30
giovedì 27 settembre 2018
Asteroidi : una minaccia da studiare attentamente
Hayabusa2
Hayabusa2 è una sonda automatica sviluppata dall'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) con lo scopo di raggiungere l'asteroide 162173 Ryugu e prelevare dei campioni di suolo da riportare sulla Terra. Il suo lancio è avvenuto il 3 dicembre 2014 ; il 27 giugno 2018 la sonda ha raggiunto l'asteroide orbitandogli ad una distanza di circa 20 chilometri .Nel 2003 è stata preceduta dalla sonda Hayabusa che nel 2010 ha riportato sulla Terra dei campioni dall'asteroide 25143 Itokawa.
La sonda Hayabusa2 è un piccolo cubo di 1,5 metri quadrati che trasporta quattro piccoli lander che indagheranno sulla superficie dell'asteroide, tutti e quattro progettati per cadere delicatamente sulla superficie del masso roccioso dopo 4 anni di volo.La sonda spaziale Hayabusa2 raccoglierà tre campioni da Ryugu, riportandoli sulla Terra nel dicembre 2020.
Lo studio di questi eccezionali campioni di materia prelevati da un asteroide permetteranno l'approfondimento dello studio dell'origine ed evoluzione dei pianeti interni del sistema solare oltre ad aiutarci negli sforzi per proteggere il nostro pianeta da possibili impatti con questi imprevedibili ' sassi vaganti '.
Fonte : JAXA
Hayabusa2 è una sonda automatica sviluppata dall'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) con lo scopo di raggiungere l'asteroide 162173 Ryugu e prelevare dei campioni di suolo da riportare sulla Terra. Il suo lancio è avvenuto il 3 dicembre 2014 ; il 27 giugno 2018 la sonda ha raggiunto l'asteroide orbitandogli ad una distanza di circa 20 chilometri .Nel 2003 è stata preceduta dalla sonda Hayabusa che nel 2010 ha riportato sulla Terra dei campioni dall'asteroide 25143 Itokawa.
La sonda Hayabusa2 è un piccolo cubo di 1,5 metri quadrati che trasporta quattro piccoli lander che indagheranno sulla superficie dell'asteroide, tutti e quattro progettati per cadere delicatamente sulla superficie del masso roccioso dopo 4 anni di volo.La sonda spaziale Hayabusa2 raccoglierà tre campioni da Ryugu, riportandoli sulla Terra nel dicembre 2020.
Lo studio di questi eccezionali campioni di materia prelevati da un asteroide permetteranno l'approfondimento dello studio dell'origine ed evoluzione dei pianeti interni del sistema solare oltre ad aiutarci negli sforzi per proteggere il nostro pianeta da possibili impatti con questi imprevedibili ' sassi vaganti '.
Fonte : JAXA
martedì 10 luglio 2018
Giovedì 12 luglio 2018 in Fortezza Vecchia Livorno : una festa per il compleanno di Modì
Il 12 luglio di 134 anni fa a Livorno nasceva uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: Amedeo Modigliani. per questo motivo giovedì 12 luglio la città festeggerà il suo compleanno con un evento culturale ideato e curato da Reset, con il patrocinio del Comune di Livorno e in collaborazione con l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.
Dopo il successo della scorsa edizione, per quest'anno si è deciso di allestire un talk show dedicato all’Arte e accompagnato da tanta musica jazz.
“Modigliani è patrimonio indiscusso dell’umanità e come livornesi dobbiamo essere orgogliosi di aver dato i natali a un artista le cui opere sono esposte in mezzo mondo - sottolinea l’assessore alla cultura, Francesco Belais -.Nel 2020 ricorreranno i 100 anni dalla morte di Dedo ed è importantissimo che tutte le associazioni cultura della città facciano squadra insieme al Comune per organizzare un calendario di eventi che sia all’altezza di un appuntamento così importante. Noi siamo già al lavoro e ogni aiuto è prezioso”.
Tornando all’evento di giovedì, il palco della Fortezza Vecchia , alle ore 21 , ospiterà il talk show sull’arte dal titolo “Donna è Arte” al quale parteciperanno le istituzioni del Comune di Livorno e della Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, ed esperti d'arte e artisti come Carlo Pepi (collezionista d'arte), Corrado La Fauci (docente di Storia dell'arte), Umberto Falchini (studioso di Storia dell'arte), Valeria Cipolli, in arte Velimna (artista).A moderare l’iniziativa sarà Mauro Zucchelli, giornalista de Il Tirreno.Le parole saranno accompagnate dalle note del Trio Jazz “JBJ Trio” composto da Massimiliano Fantolini, Sergio Consani e Giulio Boschi.
La serata, ad ingresso gratuito, proseguirà con l’incontro con il Comitato spontaneo Amedeo Modigliani Livorno.
martedì 1 maggio 2018
mercoledì 21 febbraio 2018
Due importanti donazioni pervenute alla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno
Pietro Mascagni è livornese doc con la famiglia che affonda le proprie radici in piazza delle Erbe dove una lapide ricorda ancora oggi la casa dove l'artista è nato . Una delle prime rappresentazioni della sua celebre ' Cavalleria rusticana 'fu eseguita il 14 agosto 1890 al teatro Goldoni di Livorno che oggi ospita il Museo a lui dedicato.
La via del successo partì così da Livorno per il grande compositore come altrettanto si può dire del sanguigno tenore Galliano Masini che dette prova al mondo del proprio 'esplosivo' talento sul proscenio del teatro Goldoni nella fredda notte del 24 dicembre 1924 nei panni del pittore Mario Cavaradossi.
Anche per lui la Fondazione Goldoni ha dedicato una stanza del teatro , forse un primo passo per un futuro museo che raccolga le memorie dei grandi successi nel mondo del tenore labronico.
Dopo questo necessario preambolo acquista particolare importanza per la lirica internazionale la notizia pervenuta dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno che informa la stampa di una doppia donazione che contribuirà a fare del Teatro non solo un tempio della musica e della recitazione ma anche un polo culturale capace di catalizzare ogni forma di espressione artistica.
DONAZIONE PELAGATTI
Due pregevoli opere: “Omaggio al tenore Galliano Masini”, un olio su tela del 1986 che raffigura il tenore Masini nei panni di Canio nell’opera Pagliacci eseguito dal maestro labronico Dino Pelagatti e la scultura “Pietro Mascagni”, in legno di noce raffigurante Pietro Mascagni nell’atto di dirigere l’opera Isabeau,risalente ai primi anni del ‘900, realizzata dallo scultore, anch’esso labronico, Umberto Bartoli.
DONAZIONE BARTOLI
Due opere che non potevano certo trovare migliore collocazione per i personaggi raffigurati: il grande compositore Pietro Mascagni e il tenore Galliano Masini, protagonisti della gloriosa storia del Teatro livornese ed ancora nel cuore degli appassionati dell'opera lirica o della musica in generale.
... come dice un vecchio adagio '' non c'è due senza tre '' : quando e come saranno ricordati in questa avvincente iniziativa altri illustri artisti livornesi ? Amedeo Modigliani per esempio !
giovedì 18 gennaio 2018
Tommaso Gherardini : un artista un pò dimenticato del '700
Tommaso Gherardini, nato a Firenze il 21 dicembre 1715 e morto a Firenze nel 1797, studiò nelle accademie di Venezia, Bologna e Firenze. Allievo del pittore Vincenzo Meucci, che lo istruì nell'arte di dipingere a monocromo finti bassorilievi e minuziosi cammei, fu introdotto presso la famiglia Martelli con cui rimase legato per tutta la vita. Per i Martelli Gherardini lavorò non solo come frescante, ma anche come copista, restauratore e decoratore di mobili. Operò nelle chiese di Firenze e, a Livorno, realizzò una Trasfigurazione, in seguito distrutta, nella tribuna del duomo. Per i granduchi lorenesi eseguì numerosi affreschi in alcuni ambienti della villa del Poggio Imperiale. Artista di fiducia del Direttore degli Uffizi, dal 1784 operò all'Accademia delle arti e del disegno
Piazza Grande di Tommaso Gherardini
Due grandi dipinti settecenteschi dell’artista Tommaso Gherardini restaurati, sia nella tela che nella cornice,grazie al finanziamento Rotary Club Livorno andranno a far parte del percorso espositivo del Museo della Città di prossima apertura a Livorno all’interno del Polo Culturale Bottini dell’Olio.
La cerimonia di consegna avverrà sabato 20 gennaio (ore 17.30) nella sala degli Specchi di Villa Mimbelli con la presenza dell’assessore alla cultura Francesco Belais, il presidente del Rotary Club Livorno, Giorgio Odello, la presidente della Commissione Cultura del Rotary Livorno Olimpia Vaccari, Laura Dinelli, che illustrerà i festeggiamenti celebrati dai due quadri, e la restauratrice Maria Teresa Leotta.
I due grani dipinti ( cm 235x117) della collezione civica del Comune di Livorno: “Festa in piazza Grande” e “Festa in Darsena” datati 1766 e realizzati da Tommaso Gherardini, artista del XVIII secolo in ricordo della visita nella città di Livorno del Granduca Pietro Leopoldo sono giunti al termine dei lavori di restauro in questi giorni. Si tratta di due quadri celebrativi che “raccontano” la storia passata della città, i fastosi apparati che venivano allestiti in occasione di feste religiose o per le visite a Livorno dei Granduchi lorenesi.
Darsena di Tommaso Gherardini
martedì 16 gennaio 2018
Il restauro del Teatro del Palazzo Rinuccini a Firenze
il teatro del Palazzo Rinuccini foto Giulio Mannaioni
Il Teatro di palazzo Rinuccini è stato uno dei più prestigiosi teatri privati della città, creato ad uso della famiglia nel 1753 all'interno del palazzo posto in via Santo Spirito 39-41, residenza nobiliare della famiglia Rinuccini, oggi di proprietà del Comune di Firenze e sede del Liceo Machiavelli
Nel 1975 sarebbe dovuto diventare un teatro pubblico per la scuola "Eduardo de Filippo" e nell'occasione venne sottoposto ad un accurato restauro ma il progetto saltò e fino ad oggi la sala è stata usata solo saltuariamente per piccoli eventi, oppure come Aula Magna dell'istituto. A partire da settembre del 2016, la preside dell'istituto Machiavelli ha contattato varie istituzioni per concludere il progetto di restauro e permettere nuovamente la fruizione del teatro. Così è avvenuto ed il 12 gennaio 2018 è stato inaugurato il teatro definitivamente ricuperato ed intitolato Teatro' Ottavio Rinuccini' celebre librettista fiorentino della lirica.
Tra gli interventi, il restauro del camerino affrescato, quello dell'antico pavimento del lapidarium e delle finestre, il recupero del sipario e delle antiche poltroncine.
Il grande complesso architettonico era nato come residenza nobiliare della famiglia Rinuccini, che vi abitò fino a metà '800. Con la morte dell'ultimo erede, nel 1848, il ricco patrimonio artistico in beni mobili fu in gran parte disperso e il palazzo passò in eredità. Poi fu venduto nel 1888 alla famiglia Elliot che a sua volta lo cedette al Comune nel 1919.
Da allora l'edificio è destinato ad uso scolastico ed è oggi sede del Liceo Machiavelli.
lunedì 15 gennaio 2018
La Chiesa degli Olandesi a Livorno verso il completo ricupero
Livorno ha sempre goduto di un clima interculturale sia per la sua nascita interraziale ,sia come città portuale aperta al mondo. Come espressione tangibile di questa nobile tradizione troviamo in città molti luoghi di culto di svariate confessioni. Tra queste vi è la Chiesa degli Olandesi , tempio della Congregazione Olandese Alemanna, quindi espressione della religione protestante, ubicata lungo il Fosso Reale, nel tratto compreso tra piazza della Repubblica e piazza Cavour.
La presenza di fiamminghi e tedeschi è attestata a Livorno sin dalle origini della città, quando, nei primi anni del XVII secolo, fu ufficialmente istituita la Congregazione Olandese Alemanna, ma solo con l'Unità d'Italia, dopo aver vinto le resistenze delle autorità civili e cattoliche, furono avviate le pratiche per la costruzione di un tempio vero e proprio. Dopo aver vagliato diversi progetti, tra cui un disegno di Giuseppe Cappellini, fu prescelto l'elaborato di Dario Giacomelli. I lavori furono avviati nel 1862 e terminarono nel 1864 con la realizzazione della attuale chiesa rara espressione di architettura neogotica a Livorno e dotata fino dal 1903 di un bellissimo organo della ditta Agati-Tronci, definito senza uguali in Toscana.La facciata presenta tre rosoni dalla geometria raffinata: quello centrale, più grande e posto sopra la porta d'ingresso, è decorato con un motivo floreale ed è affiancato da due rosoni dal disegno fiammeggiante.
L'interno è una vasta aula a pianta rettangolare, preceduta da una tribuna (o cantoria) posta sopra il vestibolo d'ingresso e chiusa mediante una grande abside circolare. Qui Giacomelli fuse insieme elementi della tradizione gotica con altri di matrice classica: lungo la navata è possibile infatti osservare l'alternarsi di lesene classicheggianti, sulle quali si aprono gli archi a sesto acuto che inquadrano le finestre ogivali con vetrate colorate.
Tuttavia, dal 1991 la chiesa è inagibile e chiusa al pubblico , il progressivo degrado portò alla sparizione dell'organo ed alla progressiva rovina dell'apparato ornamentale.
Nel 2014, grazie al contributo economico del Comune di Livorno e ai fondi derivanti dal censimento del FAI, si registrò l'avvio di un primo intervento di recupero mettendo in sicurezza la facciata, ricostruendo la copertura nella sala del Concistoro, ripristinando il sistema di scolo delle acque meteoriche e chiudendo alcune profonde lesioni che correvano sui prospetti laterali. Ma i lavori non sono ancora finiti e l'attuale amministrazione comunale ha intenzione di portarli a termine .
Per questo martedì 16 gennaio, alle ore 12.30 il sindaco Filippo Nogarin e gli assessori Alessandro Aurigi (Lavori Pubblici) e Francesco Belais (Cultura e Turismo) incontreranno una delegazione olandese ( addetto culturale dell’Ambasciata dei Paesi Bassi e un funzionario del Ministero della cultura dei Paesi Bassi) in visita a Livorno per un sopralluogo ai monumenti principali della Congregazione Olandese Alemanna.
L’incontro sarà davanti al Tempio della Congregazione Olandese Alemanna (Chiesa degli Olandesi) ma in caso di maltempo l’appuntamento si sposterà a palazzo comunale.
L’incontro in programma offrirà l’occasione per illustrare da parte dell’Amministrazione Comunale l’idea progettuale di riqualificazione di tutta l’area prospiciente il sagrato del Tempio.
La presenza di fiamminghi e tedeschi è attestata a Livorno sin dalle origini della città, quando, nei primi anni del XVII secolo, fu ufficialmente istituita la Congregazione Olandese Alemanna, ma solo con l'Unità d'Italia, dopo aver vinto le resistenze delle autorità civili e cattoliche, furono avviate le pratiche per la costruzione di un tempio vero e proprio. Dopo aver vagliato diversi progetti, tra cui un disegno di Giuseppe Cappellini, fu prescelto l'elaborato di Dario Giacomelli. I lavori furono avviati nel 1862 e terminarono nel 1864 con la realizzazione della attuale chiesa rara espressione di architettura neogotica a Livorno e dotata fino dal 1903 di un bellissimo organo della ditta Agati-Tronci, definito senza uguali in Toscana.La facciata presenta tre rosoni dalla geometria raffinata: quello centrale, più grande e posto sopra la porta d'ingresso, è decorato con un motivo floreale ed è affiancato da due rosoni dal disegno fiammeggiante.
L'interno è una vasta aula a pianta rettangolare, preceduta da una tribuna (o cantoria) posta sopra il vestibolo d'ingresso e chiusa mediante una grande abside circolare. Qui Giacomelli fuse insieme elementi della tradizione gotica con altri di matrice classica: lungo la navata è possibile infatti osservare l'alternarsi di lesene classicheggianti, sulle quali si aprono gli archi a sesto acuto che inquadrano le finestre ogivali con vetrate colorate.
Tuttavia, dal 1991 la chiesa è inagibile e chiusa al pubblico , il progressivo degrado portò alla sparizione dell'organo ed alla progressiva rovina dell'apparato ornamentale.
Nel 2014, grazie al contributo economico del Comune di Livorno e ai fondi derivanti dal censimento del FAI, si registrò l'avvio di un primo intervento di recupero mettendo in sicurezza la facciata, ricostruendo la copertura nella sala del Concistoro, ripristinando il sistema di scolo delle acque meteoriche e chiudendo alcune profonde lesioni che correvano sui prospetti laterali. Ma i lavori non sono ancora finiti e l'attuale amministrazione comunale ha intenzione di portarli a termine .
Per questo martedì 16 gennaio, alle ore 12.30 il sindaco Filippo Nogarin e gli assessori Alessandro Aurigi (Lavori Pubblici) e Francesco Belais (Cultura e Turismo) incontreranno una delegazione olandese ( addetto culturale dell’Ambasciata dei Paesi Bassi e un funzionario del Ministero della cultura dei Paesi Bassi) in visita a Livorno per un sopralluogo ai monumenti principali della Congregazione Olandese Alemanna.
L’incontro sarà davanti al Tempio della Congregazione Olandese Alemanna (Chiesa degli Olandesi) ma in caso di maltempo l’appuntamento si sposterà a palazzo comunale.
L’incontro in programma offrirà l’occasione per illustrare da parte dell’Amministrazione Comunale l’idea progettuale di riqualificazione di tutta l’area prospiciente il sagrato del Tempio.
lunedì 11 dicembre 2017
Nano Campeggi : l'illustratore dei sogni
Silvano ( detto Nano) Campeggi è un artista italiano ( Firenze 1923) specializzato nel dipingere stupendi cartelloni che presentano i grandi film realizzati dalle case di produzione nazionali ed estere.
Tutto iniziò, dopo gli studi di grafica e disegno presso l'Istituto D'Arte di Porta Romana, a Firenze, alla fine della Seconda guerra mondiale con un incarico della Croce Rossa Americana per dipingere alcuni ritratti di soldati prossimi al congedo. In questo modo entrò in contatto con la cultura, la musica e il cinema d'oltreoceano , permettendogli di cominciare a lavorare come cartellonista per le più famose case di produzione cinematografiche tanto che ancora oggi negli Stati Uniti è considerato tra i più importanti artisti grafici nella storia del cinema americano. Dopo la guerra si trasferì a Roma ed il suo primo manifesto è del 1946, per il film Aquila nera di Riccardo Freda.
Dopo poco tempo viene contattato dalla Metro-Goldwyn-Mayer per la realizzazione del manifesto del film Via col vento, al quale seguiranno oltre 3000 lavori, oltre che per la MGM anche per Warner Brothers, Paramount, Universal, Columbia Pictures, United Artists, RKO, Twentieth Century Fox.Fra i cartelloni più famosi: Casablanca, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta, Vincitori e vinti, Exodus, Colazione da Tiffany.
La sua città natale Firenze gli ha dedicato una bella mostra antologica dal titolo "Silvano 'Nano' Campeggi. Tra divi e diavoli'' visitabile ( ingresso libero dal venerdì al mercoldì) fino al 6 gennaio 2018 nella sala d'Arme a Palazzo Vecchio.
sabato 18 novembre 2017
Il «Salvator Mundi» è stato venduto all’asta per 450 milioni : il restauro conferma l'attribuzione a Leonardo da Vinci
Il Salvator mundi è un dipinto a olio su tavola di legno di 66x46 cm realizzato forse nel 1499. Il quadro è stato venduto pochi giorni fa a New York per oltre 450 milioni di dollari nel corso di una combattuta asta che si è svolta nella sala d’aste di Christie’. L'enorme cifra sborzata ha smosso una grande curiosità su questo dipinto autenticato solo nel 2011 da alcuni illustri studiosi delle opere di Leonardo dopo la mostra “Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan” svoltasi alla National Gallery di Londra .
Il dipinto raffigura Cristo che tiene un globo di vetro in una mano mentre con l'altra benedice. Secondo gli studiosi Leonardo dovrebbe averlo realizzato a Milano poco prima di abbandonare la città nel 1499 , forse su commissione della famiglia reale francese e che poi fosse stato portato in Inghilterra nel 1625 dalla regina Enrichetta Maria di Borbone sposa di Re Carlo I. Se ne persero poi le tracce dal 1763 al 1900, quando fu acquistato da Sir Charles Robinson come opera di Bernardino Luini, seguace di Leonardo. Infine nel 1958 riappare durante una piccola vendita all’asta dove viene acquistato per 45 sterline. Poi scompare di nuovo di nuovo per 50 anni, fino al 2005, quando viene battuto nuovamente ad un'asta. A questo punto i proprietari decidono di cominciare il lento ed oneroso percorso per ottenere l'autentificazione dell'opera : l'opera venne portata ai curatori del Metropolitan Museum per una valutazione e poi a quelli del Museum of Fine Arts di Boston, i quali però non si pronunciarono , dopo nel 2010 fu portato alla National Gallery dove il direttore, Nicholas Penny, ha invitato quattro studiosi per valutarlo: Carmen C. Bambach, curatrice del dipartimento di grafica del Metropolitan Museum, Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio, studiosi milanesi autori di diversi saggi su Leonardo e sul Rinascimento, e Martin Kemp, professore emerito di storia dell'arte all'Università di Oxford e noto studioso di Leonardo.
I pareri furono tutti positivi, così si decise di procedere al suo restauro e di esporre l'opera alla grande mostra monografica su Leonardo svoltasi nel museo londinese dal 9 novembre 2011.L'opera è stata poi venduta privatamente nell'estate del 2013 per 75 milioni di dollari a Yves Bouvier, presidente di Natural Le Coultre, che lo ha rivenduto al miliardario russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari. Finchà nel novembre 2017 lo ha posto in vendita per 410milioni (450 milioni con i diritti d'asta).
Diamo ora un'occhiata al dipinto come era prima di questo super restauro e dopo !
Il dipinto raffigura Cristo che tiene un globo di vetro in una mano mentre con l'altra benedice. Secondo gli studiosi Leonardo dovrebbe averlo realizzato a Milano poco prima di abbandonare la città nel 1499 , forse su commissione della famiglia reale francese e che poi fosse stato portato in Inghilterra nel 1625 dalla regina Enrichetta Maria di Borbone sposa di Re Carlo I. Se ne persero poi le tracce dal 1763 al 1900, quando fu acquistato da Sir Charles Robinson come opera di Bernardino Luini, seguace di Leonardo. Infine nel 1958 riappare durante una piccola vendita all’asta dove viene acquistato per 45 sterline. Poi scompare di nuovo di nuovo per 50 anni, fino al 2005, quando viene battuto nuovamente ad un'asta. A questo punto i proprietari decidono di cominciare il lento ed oneroso percorso per ottenere l'autentificazione dell'opera : l'opera venne portata ai curatori del Metropolitan Museum per una valutazione e poi a quelli del Museum of Fine Arts di Boston, i quali però non si pronunciarono , dopo nel 2010 fu portato alla National Gallery dove il direttore, Nicholas Penny, ha invitato quattro studiosi per valutarlo: Carmen C. Bambach, curatrice del dipartimento di grafica del Metropolitan Museum, Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio, studiosi milanesi autori di diversi saggi su Leonardo e sul Rinascimento, e Martin Kemp, professore emerito di storia dell'arte all'Università di Oxford e noto studioso di Leonardo.
I pareri furono tutti positivi, così si decise di procedere al suo restauro e di esporre l'opera alla grande mostra monografica su Leonardo svoltasi nel museo londinese dal 9 novembre 2011.L'opera è stata poi venduta privatamente nell'estate del 2013 per 75 milioni di dollari a Yves Bouvier, presidente di Natural Le Coultre, che lo ha rivenduto al miliardario russo Dmitry Rybolovlev per 127 milioni di dollari. Finchà nel novembre 2017 lo ha posto in vendita per 410milioni (450 milioni con i diritti d'asta).
Diamo ora un'occhiata al dipinto come era prima di questo super restauro e dopo !
Fotografia in b.e n. del quadro prima del restauro
Foto a colori del quadro dopo il restauro
mercoledì 8 novembre 2017
E' morto un giovane artista : Lah, il writer bolognese
Lah , nome d'arte scelto da Luca Hernandez, era artista geniale e bravissimo che ha impreziosito vecchi muri di via Gorki a Bologna dove aveva realizzato anche un ritratto del partigiano William Michelini . E' morto in ospedale a Bologna in seguito ad un banale incidente di auto all'età di 24 anni.
Nato a Bologna da mamma italiana e papà argentino Lah abitava a Guiglia (Modena) ed è riuscito nel suo brevissimo periodo di vita terrena a lasciare traccia con i murales della sua magnifica abilità artistica in varie regioni italiane.
Addio LAH !!
mercoledì 1 novembre 2017
Albrecht Durer in mostra a Milano nel 2018
Maria incoronata da un angelo - incisione su rame del 1520 di Albrecht Durer
La mostra di Dürer al Palazzo Reale di Milano che si svolgerà dal 21 febbraio al 24 giugno 2018 è la prima, importantissima esposizione che la città dedica al celeberrimo artista tedesco, massimo esponente del Rinascimento tedesco, che come Leonardo da Vinci mostrò grande interesse sia per tutte le espressioni artistiche delle arti visive sia per le moderne ricerche scientifiche .
Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528) è stato un pittore, incisore, matematico e scrittore di trattati tedesco dal talento precocissimo cominciando già da ragazzo a frequentare come praticante la bottega del padre orafo imparando così le tecniche di incisione sui metalli, che più avanti mise a frutto nei suoi celebri lavori a bulino e acquaforte.
Ben presto la sua grande curiosità e voglia di viaggiare , lo portarono a compiere parecchi viaggi in Europa. Il viaggio in Italia lo avvicinò al Rinascimento, alla scoperta dell'arte classica, all'abilità prospettica e alla precisione della rappresentazione anatomica, portando Dürer a spaziare nei più diversi generi della pittura e della grafica.
Dotato così presto di un enorme bagaglio tecnico , l'interesse di Dürer si andò poi concentrando sulla rappresentazione realistica del mondo naturale, da lui sempre descritto con una minuzia degna di un etologo e di un botanico: boschi, paesaggi, prati abitati da animali diventano l'ambiente entro cui collocare scene mitologiche, iconografie sacre e temi di genere, in un'originalità senza paragoni.
Incisore e scrittore di trattati, illustratore e scienziato, pittore e matematico, Dürer è senz'altro stato uno degli artisti più poliedrici e curiosi del Rinascimento europeo. La mostra di Dürer a Milano gli rende un doveroso omaggio che non mancherà di affascinare i visitatori e stimolarne la fantasia.
Orari Mostra:
Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30
venerdì 18 agosto 2017
Giovanni Boldini 'macchiaiolo' a Pistoia Capitale Italiana della Cultura per il 2017
Pistoia, una delle nove città capoluogo di provincia della Toscana, è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2017 sia per il suo patrimonio artistico e architettonico sia per l'impegno con cui l'amministrazione cittadina promuove e sostiene progetti e iniziative che ne valorizzano l'identità e le tradizioni.
Fra i molti ed interessanti eventi dedicati alla celebrazione di questo prezioso riconoscimento si colloca la mostra 'Giovanni Boldini. La Stagione della Falconiera' che sarà visitabile presso il Museo dell'Antico Palazzo dei Vescovi gestito da Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, dal 9 settembre al 6 gennaio prossimi.
Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore-ritrattista italiano, considerato uno degli interpreti più sensibili e fantasiosi della Belle Époque. La mostra di Pistoia, voluta dalla banca del Gruppo Intesa Sanpaolo e curata da Francesca Dini con Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella, è dedicata al periodo toscano e giovanile del maestro ferrarese .
L'esposizione prende ispirazione da un ciclo di pitture murali a tempera che Boldini eseguì sul finire degli anni Sessanta dell'Ottocento alla villa La Falconiera, che apparteneva allora alla mecenate inglese Isabella Falconer. Gli affreschi, riproducono scene di carattere agreste in un paesaggio tipicamente toscano: buoi aggiogati, una marina con scogli, un pagliaio, i battitori di grano, il riposo dei mondatori di grano, una guardiana di capre, la stesa del bucato, palmizi e aranci tutti con lo sfondo o delle colline di Collegigliato o del mare di Castiglioncello.
marina
Del periodo macchiaiolo del Boldini saranno in esposizione sedici capolavori realizzati durante gli anni toscani (1864-1871), provenienti da collezioni private e da pubblici musei. Tra questi : la Marina (1870) ; i ritratti di Telemaco Signorini (1870) e di Cristiano Banti (1866); Giovane paggio che gioca con un levriero 1869; il ritratto di Alaide Banti in abito bianco (1866) e ritratto del Generale Spagnolo, eseguito tra novembre 1867 e marzo 1868 .
ritratto di Alaide Banti
venerdì 11 agosto 2017
''L'ora legale '': il film che oggi sembra pensato con la sfera di cristallo
Sette mesi fa ( 19/1/2017) usciva nelle sale italiane il film di Ficarra e Picone '' L'ora legale'' nel quale un bravo ed onesto professore, che propone ai propri concittadini un programma tutto improntato sulla legalità, vince le elezioni e viene eletto a '' furor di popolo '' sindaco del paese. Quando però le iniziative miranti a ristabilire la pubblica legalità comiciano a ' fioccare ' si organizza una furente opposizione che lo porterà alle dimissioni.
La notizia, lanciata in queste ultime ore da varie agenzie di stampa con la quale si rende noto che il Consiglio Comunale di Licata (Agrigento) ha sfiduciato il sindaco 'anti abusivi' Angelo Cambiano, è eccezionale oltre che per l'evidente motivo etico-politico-sociale anche e soprattutto per il ribaltamento della tempistica.
Normalmente i soggetti dei film si ispirano a fatti talvolta realmente già accaduti, mentre questa volta il reale accadimento è stato preceduto in maniera quasi profetica dal film nel quale Ficarra e Picone sono interpreti, registi e sceneggiatori.
Provate, dopo avere ascoltato la notizia del telegiornale, a leggere la recensione del film
http://www.lettera43.it/it/blog/all-review/2017/01/23/recensione-del-film--lora-legale/4521/
La notizia, lanciata in queste ultime ore da varie agenzie di stampa con la quale si rende noto che il Consiglio Comunale di Licata (Agrigento) ha sfiduciato il sindaco 'anti abusivi' Angelo Cambiano, è eccezionale oltre che per l'evidente motivo etico-politico-sociale anche e soprattutto per il ribaltamento della tempistica.
Normalmente i soggetti dei film si ispirano a fatti talvolta realmente già accaduti, mentre questa volta il reale accadimento è stato preceduto in maniera quasi profetica dal film nel quale Ficarra e Picone sono interpreti, registi e sceneggiatori.
Provate, dopo avere ascoltato la notizia del telegiornale, a leggere la recensione del film
http://www.lettera43.it/it/blog/all-review/2017/01/23/recensione-del-film--lora-legale/4521/
giovedì 3 agosto 2017
Alla Versiliana arriva la Carmen di Silvia Priori : “una narrazione in opera gitana''
Carmen- Silvia Priori
La trentottesima edizione del Festival firmata da Massimiliano Simoni per la direzione artistica propone per venerdì 4 agosto alle 21.30 la Carmen di Silvia Priori dal capolavoro di Prosper Mérimée sulle celeberrime musiche di Bizet
Lo spettacolo, prodotto da Teatro Blu, racconta la storia di un amore gitano che nasce, cresce e muore in cuori ardenti ed impetuosi e che tocca i vertici più alti della drammaticità. Flamenco, teatro, canto e musica. Un ponte tra l’ opera e il teatro.
In un mondo fatto di zingari, di osti e di contrabbandieri Carmen è un personaggio rivoluzionario, fuori da ogni schema sociale, un cavallo sciolto, un’ anima inedita, vera e aderente fino alla morte a sé stessa e al suo anelito verso la libertà. Conscia della propria sensualità traboccante, della propria personalità, sarà la prima donna protagonista che dirà al pubblico “Carmen libera è nata, e libera morrà”. Ad interpretare il testo sarà la stessa Silvia Priori, che in maniera eccellente riesce ad esprimere i valori della libertà supportata dalla bravissima bailaora di flamenco, Maria Rosaria Mottola e dalla coinvolgente e strepitosa voce di Caterina Piva .
“Abbiamo studiato – spiega Silvia Priori - un modo innovativo per creare un ponte fra teatro e opera lirica, un modo per avvicinare all' opera chi all' opera non va, un modo per portare a teatro gli appassionati della lirica. Un progetto che si tuffa nell' Arte, giocando con il teatro, la danza, il canto lirico e la musica. Sul palco tutto si mescola, le arti interagiscono armoniosamente, tutto fluttua per creare magia e sorpresa. Siamo andati alla ricerca dei canovacci da cui i compositori hanno tratto ispirazione. Abbiamo messo a confronto le novelle con la traduzione lirica realizzata successivamente e ne abbiamo ricreato una drammaturgia che fosse in grado di rispettarne la trama e i contenuti cercando soprattutto di esaltare quei tratti e quei significati profondi che potessero avere un chiaro aggancio con la nostra realtà. Abbiamo scoperto quanto Carmen sia un personaggio fortemente attuale, scomodo, fragile e passionale. La Carmen, il capolavoro di Georges Bizet, considerata opera nazionale francese, simile all’Aida in Italia, è una storia d’amore e morte, che tocca i vertici più alti della drammaticità. L’opera, in quattro atti, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévyè è tratta da una novella di di Prosper Mérimée (1845). Teatro Blu anche in questa nuova creazione cercherà di miscelare, come consuetudine, linguaggi artistici differenti”
( biglietti da 15 a 30 euro Info 0584 265757 www.versilianafestival.it) .
martedì 25 luglio 2017
Carlo Cassola è nato 100 anni fa e Grosseto lo ricorda
Carlo Cassola (Roma, 17 marzo 1917 – Montecarlo di Lucca, 29 gennaio 1987) è stato uno scrittore e saggista italiano.
A cento anni dalla nascita e a trenta dalla scomparsa, Grosseto rende omaggio a una delle figure più artisticamente complesse del secolo scorso con questo festival che offre al pubblico la proiezione di tre film tratti dai romanzi del grande narratore.
La rassegna ''Carlo Cassola Film Festival" promossa dal Comune di Grosseto con la Biblioteca Chelliana nel Cassero Senese, e organizzato dall'architetto Giuseppe Chigiotti, sarà inaugurata il 27 luglio alla presenza del regista Paolo Virzì e si chiuderà il 31 agosto.
continua a leggere nella pagina EVENTI ARTISTICI
lunedì 24 luglio 2017
Pietrasanta in Concerto : l’energia pazza della giovinezza espressa dalle mani dei due straordinari interpreti
Chiostro di Sant'Agostino a Pietrasanta
Il festival ideato e diretto da Michael Guttman, propone un nuovo appuntamento nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta per martedì 25 luglio all’insegna della grande musica con un concerto di Marc Bouchkov, violino e Vanessa Benelli Mosell, pianoforte accompagnati da I solisti di Mosca e con la direzione di Michael Guttman. ( inizio ore 21.30 Info 0584 265757 www.pietrasantainconcerto.com biglietti a partire da 10 euro)
Marc Bouchkov , classe 1991 – è un violinista belga dalla potente espressività, concertista acclamato in tutto il mondo, con una carriera in rapida ascesa, la cui traiettoria artistica è costellata da numerosi riconoscimenti internazionali che dimostra non solo una conoscenza approfondita delle partiture, del contenuto storico e autenticità nell’interpretazione, ma anche la consapevolezza convinzione che le sue esibizioni sono un modo per abbattere qualsiasi barriera con gli ascoltatori.
Buchkov sarà affiancato dal pianoforte di Vanessa Benelli Mosell, descritta da Pascal Rogé, come «il maggior talento naturale che ho incontrato in tutta la mia vita di musicista e insegnante», Vanessa Benelli Mosell ha suonato nelle sale da concerto più prestigiose da Londra a New York, da a Bologna a Zurigo a Madrid e come solista con prestigiose orchestre quali la Israel Camerata, i Solisti di Mosca, la Jerusalem Symphony, l’Orchestre Philharmonique de Strasbourg, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, la Edmonton Symphony e la Zurich Chamber Orchestra.
Il programma del concerto organizzato da Musica Viva in collaborazione con Comune di Pietrasanta, prevede musiche di A.Vivaldi, W.A. Mozart, P. Vasks, F. Schubert, G. Mahler, J. Haydn.
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