martedì 19 luglio 2016

Passi avanti per la medicina aereospaziale

La medicina aerospaziale è nata negli anni cinquanta con i primi lanci di esseri viventi nello spazio. L'uomo raggiunse l'orbita terrestre il 12 aprile 1961 con il volo del cosmonauta sovietico Yuri Gagarin e da allora le missioni umane si sono fatte sempre più frequenti e durature raggiungendo  la superficie lunare nel 1969 e più tardi iniziando la costruzione di una stazione spaziale nella quali gli astronauti rimangono in orbita per settimane o mesi.
                                                                             dosimetro standard in dotazione
Vivere e lavorare nello spazio comporta alcune problematiche: l'assenza di peso, le radiazioni e l'irraggiamento solare, le difficoltà nell'espletare le necessità fisiologiche e nel curare l'igiene personale, il nutrimento. Con l'avvicinarsi di nuovi obbiettivi (Marte per esempio) che costringeranno  gli astronauti in  viaggi spaziali sempre più lunghi, queste tematiche necessitano di ulteriori approfondimenti.
                                                                            astronauta Andreas Mogensen
Le radiazioni sono  un pericolo invisibile nel volo spaziale, ma un nuovo sistema di monitoraggio realizzato dall'ESA per gli astronauti  fornisce un'istantanea in tempo reale della loro esposizione. Come regola generale, l'esposizione alle radiazioni aumenta con l'altitudine tanto che le persone che vivono in montagna ricevono più radiazioni di quelli a livello del mare, gli equipaggi delle compagnie aeree ne ricevono una piccolo ma evidente dose aggiuntiva e gli astronauti in orbita ricevono ancora più radiazioni .La dose individuale per l'intero volo viene accuratamente misurata mantenendo un dosimetro sul loro corpo.

"Anche se  sofistici, questi dosimetri sono passivi'' spiega Ulrich Straube, radiologo e chirurgo di volo al Centro Astronautico europeo di Colonia, in Germania."Per ottenere un quadro più chiaro delle radiazioni assorbite dagli  astronauti, abbiamo sviluppato un dosimetro elettronico in grado di fornire informazioni quasi istantanea di chi lo indossa, la loro esposizione alle radiazioni istante per istante."

                                                       dispositivo di archiviazione dati
Questo nuovo sistema è anche abbastanza sensibile per distinguere tra i diversi tipi di radiazioni.Il vero rischio per le future missioni nello spazio profondo, al di là della protezione dello scudo magnetico terrestre, viene dalle 'radiazioni cosmiche galattiche'  provenienti da oltre il nostro sistema solare, fatte di alta energia e nuclei atomici superveloci '' vomitati'' da stelle morenti.
Il nuovo European Crew Personal attiva dosimetro - EuCPAD - comprende un'unità da indossare con un dispositivo di archiviazione per la ricarica della batteria e il trasferimento di dati .Lo scorso settembre, il sistema ha subito la sua prima prova reale, quando un'unità mobile ha volato con l'astronauta Andreas Mogensen sulla sua missione verso la Stazione.
L'unità ha misurato l'esposizione alle radiazioni dal decollo fino in orbita ed ha continuato a eseguire una serie di test di monitoraggio a bordo della Stazione Spaziale.Avere maggiori informazioni su dove o quando si verifica l'esposizione alle radiazioni è un importante vantaggio del sistema.

mercoledì 13 luglio 2016

Resveratrolo: una molecola naturale che potenzia i neuroni dei soggetti Down ?

Uno studio  su questo polifenolo, condotto dall’Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) di Bari, in collaborazione con il Dipartimento di scienze mediche di base, neuroscienze e organi di senso dell’Università di Bari, il Dipartimento di neuroscienze e tecnologie del cervello dell’Iit di Genova e l’Inserm di Parigi, è stato  pubblicato sulla rivista Biochimica et Biophysica Acta-Molecular Basis of Disease. 



La disabilità intellettiva è tra le conseguenze più evidenti dell’alterazione cromosomica che caratterizza i soggetti con sindrome di Down. La presenza di una terza copia del cromosoma 21 riduce, in particolare, la capacità di generare nuove cellule nervose nell’area del cervello denominata ippocampo. Una ricerca attesta ora che utilizzando il resveratrolo, un polifenolo presente in un’ampia varietà di piante e frutti, tra cui l’uva rossa e quindi il vino, è possibile stimolare la formazione di nuovi neuroni.

“Con questo lavoro, eseguito su linee cellulari di un modello animale con sindrome di Down, dimostriamo che il resveratrolo è in grado di ripristinare la neurogenesi agendo a livello dei mitocondri”, spiega Rosa Anna Vacca, ricercatrice dell’Ibbe-Cnr e coordinatrice del lavoro. “In condizioni normali, i mitocondri forniscono l’energia necessaria per alimentare i diversi processi cellulari, tra cui la proliferazione e la corretta funzionalità dei neuroni, che risultano alterati nelle persone con sindrome di Down e vengono invece riportati a valori normali dal resveratrolo. Esistono migliaia di studi sugli effetti protettivi del resveratrolo in diverse malattie, da quelle metaboliche e neurodegenerative a quelle dell’apparato cardio-vascolare e nell’invecchiamento: è però la prima volta che questa molecola viene testata in sindrome di Down, attraverso un meccanismo che inoltre correla il deficit della funzionalità dei neuroni alla ridotta funzionalità mitocondriale”.

La ricerca conferma anche l’efficacia di un altro polifenolo di origine naturale, l’epigallocatechina-3-gallato (Egcg), estratto dal tè verde, nel riattivare il metabolismo energetico mitocondriale e la generazione di nuovi neuroni. “L’utilizzo di molecole di origine naturale, prive di effetti collaterali, rappresenta un’opportunità importante per migliorare il quadro clinico complessivo e la qualità della vita dei soggetti con sindrome di Down. In Spagna è stato appena portato a termine uno studio su 84 giovani adulti con sindrome di Down in cui si è osservato che il trattamento con Egcg potenzia gli effetti della riabilitazione cognitiva”, aggiunge Daniela Valenti (Ibbe-Cnr).

“Anche in Italia è in fase di organizzazione un trial clinico in cui, in collaborazione con il Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna, si valuteranno gli effetti del resveratrolo e dell’Egcg, da soli e in combinazione, su un gruppo di persone con sindrome di Down. In uno studio pilota pubblicato lo scorso anno avevamo già riportato l’efficacia dell’utilizzo combinato, in un bambino con sindrome di Down di 10 anni, di Egcg con acidi grassi omega-3 nel ripristinare alterazioni critiche della sindrome senza alcun effetto collaterale”, conclude Rosa Anna Vacca.   

 Fonte : c.s.60/2016 del CNR

Raffaello e la Poesia del Volto



Una grande mostra nel Museo Puškin di Mosca dal 12 settembre all’11 dicembre 2016 a coronamento di uno storico accordo di  collaborazione  tra le Gallerie degli Uffizi ed il museo Puskin.
 L’esposizione presenterà per la prima volta al pubblico russo una selezione di alcune tra le più significative opere di Raffaello,  focalizzato sulla cosiddetta “poesia del volto” provenienti esclusivamente da collezioni italiane.
 Infatti, tra le altre opere, la mostra sarà caratterizzata da capolavori quali l’Autoritratto conservato nella Galleria degli Uffizi, il Ritratto di Maddalena Strozzi, il Ritratto di Agnolo Doni e la Madonna del Granduca custoditi nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, e l’Angelo proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, che vengono interpretati nel contesto della poesia e della poetologia italiana e russa.

 Sotto la direzione scientifica del Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, la mostra si avvarrà della curatela di Marzia Faietti (curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi) per la parte italiana, e di Viktoria Markova (curatrice di Pittura italiana al Museo Puškin) per quella russa. Da sottolineare che la mostra su Raffaello costituisce inoltre la prosecuzione ideale del programma di esposizioni dedicate a grandi Maestri dell’arte italiana come Caravaggio, Tiziano, Lorenzo Lotto e Piero della Francesca, che negli ultimi anni in Russia hanno riscosso uno straordinario successo sia mediatico, sia di partecipazione del pubblico.

Raffaello e la Poesia del Volto



Una grande mostra nel Museo Puškin di Mosca dal 12 settembre all’11 dicembre 2016 a coronamento di uno storico accordo di  collaborazione  tra le Gallerie degli Uffizi ed il museo Puskin.
 L’esposizione presenterà per la prima volta al pubblico russo una selezione di alcune tra le più significative opere di Raffaello,  focalizzato sulla cosiddetta “poesia del volto” provenienti esclusivamente da collezioni italiane.
 Infatti, tra le altre opere, la mostra sarà caratterizzata da capolavori quali l’Autoritratto conservato nella Galleria degli Uffizi, il Ritratto di Maddalena Strozzi, il Ritratto di Agnolo Doni e la Madonna del Granduca custoditi nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, e l’Angelo proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, che vengono interpretati nel contesto della poesia e della poetologia italiana e russa.

 Sotto la direzione scientifica del Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, la mostra si avvarrà della curatela di Marzia Faietti (curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi) per la parte italiana, e di Viktoria Markova (curatrice di Pittura italiana al Museo Puškin) per quella russa. Da sottolineare che la mostra su Raffaello costituisce inoltre la prosecuzione ideale del programma di esposizioni dedicate a grandi Maestri dell’arte italiana come Caravaggio, Tiziano, Lorenzo Lotto e Piero della Francesca, che negli ultimi anni in Russia hanno riscosso uno straordinario successo sia mediatico, sia di partecipazione del pubblico.

martedì 12 luglio 2016

SABRE: il motore ibrido spaziale




Presentato al Farnborough Airshow  nel Regno Unito il nuovo motore spaziale  SABRE della Rocket Engine Synergistic Air-Breathing che,sollecitata dall'ESA, ha progettato un unico propulsore aria-reazione/razzo .
Alla partenza utilizza  l'aria atmosferica per la prima parte del suo volo in orbita prima di passare alla modalità a razzo per la sua ascesa finale verso lo spazio.  Un progetto già i fase avanzata che potrebbe prevedere le prime prove sperimentali nei prossimi quattro anni.
Il risultato finale di questa tecnologia made-in-Europa porterebbe alla creazione di motori spaziale  a basso costo, perchè affidabili e riutilizzabili.


venerdì 8 luglio 2016

Juno in volo verso Giove: è arrivato !


Il 5 luglio 2016 alle ore 5 e 53 (ora italiana)







La sonda Nasa è stata lanciata il 5 agosto 2011 a bordo di un razzo Atlas V dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida con questi  obiettivi principali :

-capire le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo, dei campi gravitazionale e magnetico;
-misurare la composizione dell'atmosfera gioviana (in particolare le quantità di gas condensabili come H2O, NH3, CH4 e H2S), il profilo termico, il profilo di velocità dei venti e l'opacità delle nubi a profondità maggiori di quelle raggiunte dalla sonda Galileo;
-investigare sulla struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli.

Quando la sonda è arrivata abbastanza vicino all'enorme pianeta, con un'opportuna sequenza di accensione dei razzi comandata dalla sala controllo di Pasadena, è stata assicurata l'inserzione in un'orbita polare, con periodo di 11 giorni. La missione si concluderà nel 2017, dopo il completamento di 32 orbite attorno a Giove. L'analisi dei dati avverrà durante il 2018.

lunedì 27 giugno 2016

Discesa e sequenza di atterraggio su Marte della sonda Schiaparelli




La separazione  da TGO (  Trace Gas Orbiter) è prevista il 16 ottobre 2016, tre giorni prima di arrivare a Marte. Dodici ore dopo la separazione, il TGO eseguirà una correzione di rotta per continuare a ruotare in orbita intorno a Marte. Poi, il 19 ottobre, Schiaparelli entrerà nell'atmosfera ad un'altitudine di circa 121 km e una velocità di circa 21 000 km / h. Nei tre o quattro minuti che seguono, verrà rallentata dalla crescente resistenza atmosferica, protetta  con lo scudo anteriore dell' AeroShell  per sopportare il riscaldamento.Una volta che la velocità sarà scesa a circa 1700 chilometri all'ora Schiaparelli si troverà  11 km sopra la superficie di Marte e  verrà aperto un paracadte.


 US Air Force presso il Complesso Nazionale Full-Scale aerodinamico in Ames Research Center , California.


Il paracadute rallenterà Schiaparelli fino a circa 250 chilometri all'ora per poi essere staccato ed allontanat . poi si attiveranno tre propulsori  per controllare la velocità. finchè ad un'altitudine di circa 2 metri, questi si staccheranno lasciando la sonda in caduta libera. La velocità di touchdown sarà  di alcuni metri al secondo, con l'impatto assorbito da una struttura deformabile simile alla zona di assorbimento in una macchina, posta sul lato inferiore del modulo di atterraggio, evitando danni al resto del modulo. L'intera voce, discesa e sequenza di atterraggio sarà completa in meno di sei minuti.