Il blog della famiglia Guidi Mauro di Livorno non ha scopi commerciali ma è solo la testimonianza di una famiglia livornese.
lunedì 7 marzo 2016
domenica 6 marzo 2016
Gallerie degli Uffizi: l’8 marzo ingresso libero per le donne
In ottemperanza alla circolare 10/2016 emanata dalla Direzione Generale Musei del MiBACT, in data 29 febbraio, il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, comunica che in occasione della “Giornata internazionale della donna”, 8 marzo 2016, è autorizzato il libero ingresso a tutte le donne nella Galleria degli Uffizi, nei musei di Palazzo Pitti (Galleria Palatina, Galleria d’arte moderna, Museo degli Argenti, Galleria del costume) e nel Giardino di Boboli, nelle rispettive fasce orarie di apertura.
sabato 5 marzo 2016
Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola
Andy Warhol, New York 1977- foto di AurelioAmendola
Andy Warhol, New York 1977-foto di Aurelio Amendola
Andy Warhol, New York 1977-foto di Aurelio Amendola
venerdì 4 marzo 2016
Il fotografo Robert Capa in Italia 1943 – 1944
San Gimignano, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
“Raffaele De Grada” 5 marzo – 10 luglio 2016
Benvenuto alle truppe americane a Monreale, 23 luglio 1943
Photograph by Robert Capa. © International Center of Photography/Magnum – Collection of the Hungarian National Museum
Una mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra Robert Capa, che racconta con 78 immagini in bianco e nero gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.
Anziana donna tra le rovine di Agrigento, 17-18 luglio 1943
Photograph by Robert Capa. © International Center of Photography/Magnum – Collection of the Hungarian National Museum
Considerato da alcuni il padre del fotogiornalismo, da altri colui che al fotogiornalismo ha dato una nuova veste e una nuova direzione, Robert Capa (Budapest, 1913 – Thái Binh, Vietnam, 1954) pur non essendo un soldato, visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia, vicino alla scena, spesso al dolore, a documentare i fatti: “se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”, ha confessato più volte.
In oltre vent’anni di attività ha seguito i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d’Indocina.
Soldato americano in perlustrazione nei dintorni di Troina, 4-5 agosto 1943
Photograph by Robert Capa. © International Center of Photography/Magnum – Collection of the Hungarian National Museum
Il Comune di San Gimignano, il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, la Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia in collaborazione con Opera-Gruppo Civita gli dedicano una mostra che raccoglie le fotografie scattate in Italia nel biennio 1943 - 44.
Soldati americani a Troina, nei pressi della cattedrale di Maria Santissima Assunta, dopo il 6 agosto 1943
Photograph by Robert Capa. © International Center of Photography/Magnum – Collection of the Hungarian National Museum
In coda per l’acqua in una via di Napoli, ottobre 1943
Photograph by Robert Capa. © International Center of Photography/Magnum Collection of the Hungarian National Museum
A settanta anni di distanza, la mostra racconta lo sbarco degli Alleati in Italia con una selezione di fotografie provenienti dalla serie Robert Capa Master Selection III conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. La serie, composta da 937 fotografie scattate da Capa in 23 paesi di 4 continenti, è una delle tre Master Selection realizzate da Cornell, fratello di Robert Capa, anch’egli fotografo, e da Richard Whelan, biografo di Capa, all’inizio degli anni Novanta e oggi conservate a New York, Tokyo e Budapest. Le serie, identiche tra loro e denominate Master Selection I, II e III, provengono dalla collezione dell’International Center of Photography di New York, dove è conservata l’eredità di Capa.
mercoledì 2 marzo 2016
''Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim''
Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e da The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York e Venezia , si svolgerà dal 19 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Strozzi(FI) la grande mostra curata da Luca Massimo Barbero che porterà nel capoluogo toscano oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento realizzate da grandi maestri europei dell'arte moderna come Vasily Kandinsky, Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray , Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell'arte americana degli anni cinquanta e sessanta come Jackson Pollock, Marc Rothko, Wilhelm de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.
L'obbiettivo è quello di realizzare per i visitatori un percorso che ricostruisce rapporti e relazioni tra le due sponde dell’Oceano che portarono alle nascita delle neoavangardie , nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim.*
I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra a Palazzo Strozzi, in prestito dalle collezioni Guggenheim di New York e Venezia e da altri prestigiosi musei internazionali, offrono uno spaccato di quella straordinaria ed entusiasmante stagione dell’arte del Novecento di cui Peggy e Solomon Guggenheim sono stati attori decisivi.
*Peggy Guggenheim, il cui vero nome era Marguerite Guggenheim, (New York, 26 agosto 1898 – Camposampiero, 23 dicembre 1979),figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, è stata una collezionista d'arte statunitense.Il padre muore sul Titanic quando lei è ancora giovane. Suo zio, Solomon R. Guggenheim (1861-1949), era il proprietario del Guggenheim Museum di New York.
''Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim''
Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e da The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York e Venezia , si svolgerà dal 19 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Strozzi(FI) la grande mostra curata da Luca Massimo Barbero che porterà nel capoluogo toscano oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento realizzate da grandi maestri europei dell'arte moderna come Vasily Kandinsky, Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray , Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell'arte americana degli anni cinquanta e sessanta come Jackson Pollock, Marc Rothko, Wilhelm de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.
L'obbiettivo è quello di realizzare per i visitatori un percorso che ricostruisce rapporti e relazioni tra le due sponde dell’Oceano che portarono alle nascita delle neoavangardie , nel segno delle figure dei collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim.*
I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra a Palazzo Strozzi, in prestito dalle collezioni Guggenheim di New York e Venezia e da altri prestigiosi musei internazionali, offrono uno spaccato di quella straordinaria ed entusiasmante stagione dell’arte del Novecento di cui Peggy e Solomon Guggenheim sono stati attori decisivi.
*Peggy Guggenheim, il cui vero nome era Marguerite Guggenheim, (New York, 26 agosto 1898 – Camposampiero, 23 dicembre 1979),figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, è stata una collezionista d'arte statunitense.Il padre muore sul Titanic quando lei è ancora giovane. Suo zio, Solomon R. Guggenheim (1861-1949), era il proprietario del Guggenheim Museum di New York.
lunedì 29 febbraio 2016
La manutenzione del David a Firenze
Anche le statue, in particolare quelle di immenso valore artistico, hanno bisogno di una manutenzione ordinaria.Oggi, per esempio, il David è di nuovo al centro di un intervento di manutenzione: questo accade mediamente ogni due mesi, ma nei periodi di maggiore affluenza di visitatori nel museo, la frequenza degli interventi scende a 4/5 settimane. L’obiettivo è quello di rimuovere i depositi incoerenti di polvere e di particellato per evitare che questo si accumuli e si compatti. L’operazione che vede impegnata la restauratrice coadiuvata dalla collaboratrice Emanuela Peiretti, prevede l’utilizzo di un aspiratore e di pennelli a setola molto morbida. Tutto il lavoro – che normalmente si svolge solo nella giornata di lunedì, quando il museo è chiuso per turno – viene effettuato con l’ausilio di un moderno ponteggio mobile che garantisce elevati standard di sicurezza e di manovrabilità. Inoltre, l’elevata frequenza degli interventi sul David mette in condizione la restauratrice di effettuare anche un monitoraggio ravvicinato continuo della scultura, ed eventualmente di segnalare anomalie sulla superficie.
Proprio questa mattina è stato firmato a Firenze, tra la Direzione della Galleria dell’Accademia e Friends of Florence, l’accordo grazie al quale anche per il 2016 la fondazione americana si fa carico delle spese inerenti la manutenzione del David, delle altre sculture di Michelangelo (Prigioni, San Matteo e Pietà da Palestrina) e del modello del Ratto delle Sabine di Giambologna custoditi museo di via Ricasoli a Firenze.
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