lunedì 3 gennaio 2011

Partirà il prossimo 19 gennaio il centenario Rally di Montecarlo

 

Rally montecarlo

 

Il Rally di Montecarlo fu voluto nel 1911 dal Principe Alberto  per cercare di stemperare la grande rivalità che si era instaurata tra le città di Nizza e Montecarlo.
Poichè Nizza organizzava  il suo "Carnaval", che attirava una clientela ricca per i suoi casinò,  Monaco decise di organizzare una manifestazione automobilistica nello stesso periodo  .  Dalla sua nascita è un importante test per ogni vettura che si voglia cimentare in condizioni particolarmente avverse,dal 1973, anno di istituzione del Rally Championship, è la prima gara dell'anno e viene disputata in gennaio. Due uomini sono considerati i fondatori del rally di Montecarlo: Gabriel Vialon e Antony Noghes.
La Société des Bains de Mer (SBM) finanziò l'evento al quale parteciparono  solo 23 equipaggi ma già nel 1912  questa cifra era quadruplicata
Dal 1991 i concorrenti hanno la possibilità di scegliere il punto di partenza da 5 luoghi diversi equidistanti da Monaco. È un rally che presenta una grande varietà di condizioni, come l'asfalto asciutto, bagnato, ghiaccio, neve fresca e spesso tutte queste condizioni sono presenti anche in un'unica tappa. Naturalmente, tutto ciò va ad incidere sulla scelta degli pneumatici e del settaggio della vettura.
L'edizione di quest'anno  ( 2011) è quella del centenario  .Si svolgerà dal 19 al 23 gennaio ed   il percorso continuerà a prevedere il "mitico" Col de Turini, dove sono state scritte tante pagine gloriose della storia del rallysmo mondiale.
Il Rally di Montecarlo 2011 partirà da Valence (Francia) per concludersi a Montecarlo, dopo un percorso totale di 1.343 km, 337 dei quali saranno prove speciali (13 in totale).

Per dare un ulteriore riferimento al centenario, gli organizzatori hanno anche deciso che saranno ammesse fino a 100 vetture per la gara di apertura dell'Intercontinental Rally Challenge 2011."Oggi siamo felici di confermare che la quota di iscrizione viene soppressa. Il nostro obiettivo è quello di incoraggiare molti piloti privati a tornare a partecipare al Rally di Montecarlo perchè sono il fondamento su cui questo evento e la sua storia sono stati costruiti" ha spiegato Rene Isoart, grande capo dell'ACM.

"Il percorso del Rally del centenario è stato messo insieme da percorsi storici", ha spiegato René Isoart ". Professionisti, dilettanti e appassionati di rally informati hanno spesso sentito parlare di questi luoghi leggendari. E così è stato un grande piacere per noi, per portare tutti insieme un evento, il centenario del Rally. in materia civile e autorità di polizia in tutti i reparti coperto - Ardeche, Drome, Haute-Loire, Alpes de Hautes Provence, Hautes Alpes, e, naturalmente, Alpi marittime - sono stati tutti coinvolti, così come molti altri, senza il quale questo grande evento, sarebbe stato assolutamente impossibile. Vorremmo anche ringraziare la Federation Française du Sport Automobile, per la loro assistenza in materia sportiva ".

 

Rally montecarlo 1

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Il primo giorno della manifestazione, Mercoledì 19 gennaio, sarà basata interamente in Ardeche e comprende quattro fasi - tutti i nomi noti al rally fans:
* Le Moulinon - Antraigues (36,87 km)
* Burzet - St-Martial (41,06 km)
* St-Bonnet - St-Bonnet (25,22 km), che sarà eseguito due volte

Giovedi 20 gennaio si terrà nel dipartimento della Drome, e sarà il giorno più corto, con due tappe, eseguito due volte:
* St-Jean-en-Royans - intersezione 3-road (23,05 km)
* Vassieux cimitero - Col de Gaudissart (24,13 km)

Venerdì 21 gennaio sarà il giorno più lungo per i concorrenti e probabilmente la più emozionante. Driver di lasciare la mattina presto da Valence e guidare a Monaco, con il tradizionale palcoscenico in programma per quella giornata:
* Montauban sur l'Ouvèze - Eygalayes (29,89 km)
* Arrivo a Monaco parco chiuso, all'inizio del pomeriggio

L'ultima notte sarà fedele alla "Montes" di vecchi, con due passaggi notturno del famoso Col du Turini da Moulinet. Quattro tappe si concluderà il rally e il nuovo vincitore del Rally del Centenario verrà celebrato il ritorno dei driver 'al porto di Monaco:
* Moulinet - La Bollène-Vésubie (23,41 km)
* Lantosque - Lucéram (18,81 km)
* Interrotto da un passaggio al Monaco per un parco assistenza

venerdì 31 dicembre 2010

La Terra vista da 6 miliardi di Km !



Pensierino del 31 dicembre 2010 . Un anno se ne va e lo voglio celebrare con un pensiero che mi proietta in una dimensione lontanissima ma forse più vicina alla nostra vera essenza : l'infinito.
La foto della Nasa sopra riprodotta ha il celebre nome di Pale Blue Dot ed è stata scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza.
Oggi la sonda partita nel 1977 ( calcolo in realtà riferito alla data del 15 novembre 2010) si trova ad una distanza di 115,287 UA[1] (15,980 ore luce) dal Sole. La sonda si sta allontanando dal sistema solare ad una velocità pari a 17,067 km al secondo, pari a 3,600 UA all'anno. Addio puntino blu !




Un pensiero però ci consola : la straordinaria macchina continuerà a mandare preziose informazioni fino ( si suppone ) al 2025. Dopo diventerà muta e cieca per sempre.
Ma il prezioso Voyager Golden Record che contiene immagini e suoni della Terra
continuerà per sempre a viaggiare nello spazio infinito fin quando .......

martedì 28 dicembre 2010

Buone Feste da Paolo Nespoli!




22 Dicembre 2010


Paolo Nespoli, Catherine Coleman e Scott Kelly mandano gli auguri di buone feste dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Clicca sul link sottostante

http://www.esa.int/esaCP/SEM5VBTRJHG_Italy_0.html

domenica 5 dicembre 2010

Un " do di petto " dimenticato !

Questo è il cofanetto contenente 10 Cd edito dalla Casa discografica Box 10 Cd che contiene incisioni di ottime interpretazioni di grandi opere di Giacomo Puccini. Da Manon Lescaut ,alla Madame Butterfly, dalla Tosca alla Fanciulla del West .
Una raccolta di incisioni storiche che vanno dal 1930 al1950 con interpreti eccezionali come Maria Zamboni , Beniamino Gigli, Maria Caniglia, Afro Poli , ecc. Ma chi lo ha ascoltato mi dica se ha trovato l'indimenticabile voce del tenore livornese Galliano Masini (1896 – 1986 ) , perchè mi ricordo che forse è stato uno dei più grandi interpreti della musica di Puccini.
Per chi se lo è dimenticato ricordo solo un particolare :il 25° anniversario della morte di Puccini fu celebrato nel 1949 con l'opera " La fanciulla del West " a Torre del Lago . Tenore Galliano Masini, soprano Maria Caniglia.




Galliano Masini e Maria Caniglia in copertina della rivista Life

domenica 28 novembre 2010

Roberto Michelucci , un artista livornese dimenticato .





Asserisce un antico detto : “ è sempre difficile essere profeta in patria “ proprio a testimoniare che spesso il proprio paese o la propria città natale è l’ultimo luogo del mondo a celebrare i successi dei propri figli.
Questo è successo a famosissimi pittori , ad eminenti uomini di scienza o di spettacolo e ne ho avuto , per certi aspetti , una testimonianza diretta con molti membri della mia famiglia ( Guidi Guido , Guidi Gino , Galliano Masini , Guidi Bruno , ecc.) per cui , quando in cronaca del quotidiano La Nazione ho letto il 27 novembre 2010 un articolo dal titolo “ Il violino barocco di Michelucci “ con firma Mario Michelucci ( il figlio?) mi sono sentito sollecitato ed onorato di ricordare e dare spazio sul mio modesto blog a questo nostro grande violinista concittadino.

Roberto Michelucci ( Livorno 1922 – Firenze 2010) è stato un valente violinista . Ha studiato al Conservatorio di Firenze e ha vinto a Roma il primo premio della Rassegna Concertisti. Dal 1967 al 1972 è stato primo violino della Orchestra da camera” I Musici” , con i quali ha registrato diversi dischi conquistando un disco d’oro a Tokio nel 1972. Molto del suo lavoro, lo ha dedicato a compiti educativi ma va sottolineato però che l’artista si è esibito per molti anni nei più famosi teatri del mondo con un vasto repertorio che spaziava dalla musica barocca, a quella romantica e contemporanea . Ha avuto molti riconoscimenti internazionali del proprio lavoro : tra il ’57 ed il ’62 ha vinto tre volte il Grand Prix du Disque a Parigi, nel 1967 è stato invitato ( prima volta di un italiano ) a suonare al Mazarteum di Salisburgo , ma le sue apparizioni nei teatri livornesi sono stati molto saltuarie.
Peccato !

Roberto Michelucci , un artista livornese dimenticato .





Asserisce un antico detto : “ è sempre difficile essere profeta in patria “ proprio a testimoniare che spesso il proprio paese o la propria città natale è l’ultimo luogo del mondo a celebrare i successi dei propri figli.
Questo è successo a famosissimi pittori , ad eminenti uomini di scienza o di spettacolo e ne ho avuto , per certi aspetti , una testimonianza diretta con molti membri della mia famiglia ( Guidi Guido , Guidi Gino , Galliano Masini , Guidi Bruno , ecc.) per cui , quando in cronaca del quotidiano La Nazione ho letto il 27 novembre 2010 un articolo dal titolo “ Il violino barocco di Michelucci “ con firma Mario Michelucci ( il figlio?) mi sono sentito sollecitato ed onorato di ricordare e dare spazio sul mio modesto blog a questo nostro grande violinista concittadino.

Roberto Michelucci ( Livorno 1922 – Firenze 2010) è stato un valente violinista . Ha studiato al Conservatorio di Firenze e ha vinto a Roma il primo premio della Rassegna Concertisti. Dal 1967 al 1972 è stato primo violino della Orchestra da camera” I Musici” , con i quali ha registrato diversi dischi conquistando un disco d’oro a Tokio nel 1972. Molto del suo lavoro, lo ha dedicato a compiti educativi ma va sottolineato però che l’artista si è esibito per molti anni nei più famosi teatri del mondo con un vasto repertorio che spaziava dalla musica barocca, a quella romantica e contemporanea . Ha avuto molti riconoscimenti internazionali del proprio lavoro : tra il ’57 ed il ’62 ha vinto tre volte il Grand Prix du Disque a Parigi, nel 1967 è stato invitato ( prima volta di un italiano ) a suonare al Mazarteum di Salisburgo , ma le sue apparizioni nei teatri livornesi sono stati molto saltuarie.
Peccato !

domenica 21 novembre 2010

Ghirlandaio :una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci





La mostra presenta una spettacolare raccolta di alcune delle più belle opere del clan Ghirlandaio: il capostipite Domenico, i fratelli David e Benedetto, il figlio Ridolfo, gli allievi (tra cui Lorenzo di Credi e Granacci) e quanti si formarono nella loro bottega, che operò per circa un secolo, dalla seconda metà del Quattrocento alla prima del Cinquecento.

La sede principale dell’esposizione si trova nelle bellissime sale, di recente rinnovate, del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci.In parallelo alla mostra, un affascinante percorso tra chiese, abbazie e piccoli musei del nord ovest di Firenze conduce il visitatore sulle tracce dell’attività artistica dei Ghirlandaio nei vari territori in cui furono operosi.

L’itinerario tocca la millenaria Badia di S. Salvatore e S. Lorenzo a Settimo a Scandicci: la mano di Domenico si riconosce negli splendidi pennacchi affrescati dell’abside e in una suggestiva Adorazione dei Magi.
Nel comune di Campi Bisenzio da non perdere il ciclo di affreschi con cui Domenico impreziosì la navata della Chiesa di Sant’Andrea a San Donnino.

A chiudere il percorso sarà un omaggio al pittore allestito a Firenze in Palazzo Medici Riccardi.

Note biografiche :

Domenico Ghirlandaio, il capostipite , si chiamava realmente Domenico Bigordi . A lui ed a tutti i membri della sua famiglia fu dato il soprannome di “ Ghirlandaio “ perché il padre di Domenico, valente orafo , era particolarmente bravo a fare monili a forma di ghirlanda.
Il territorio di origine di Domenico fu Scandicci , ma nella prima metà del quattrocento tutta la sua famiglia si trasferì in Firenze all’epoca capitale mondiale ( ma secondo me anche oggi ) dell’arte per dare impulso e sviluppo alla sua “ bottega “.