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domenica 6 maggio 2012

Dopo Nilla Pizzi se ne è andato anche Giorgio Consolini



Giorgio Consolini (Bologna, 28 agosto 1920 – Bologna, 28 aprile2012) è stato un cantante italiano che insieme a Nilla Pizzi , Gino Latilla , Carla Boni , Achille Togliani ed altri ha traghettato la canzone melodica dal periodo pre bellico a quello post bellico. In poche parole sono i cantanti dei nostri genitori o nonni e bisnonni . Consolini era uno dei cantanti preferiti di mia madre ed anche per questo mi ha colpito la sua morte avvenuta poche settimane fa . Era l'ultimo cantante che mi ricordava i gusti canori di mia madre , quindi con lui si è spento ulteriormente un frammento della sua immagine .Perchè non si muore una volta sola: la morte è un processo discontinuo che si compie completamente solo quando cessa l'ultimo ricordo diretto e non evocato con mezzi tecnologici ( foto, filmasti, ecc.) Esordisce discograficamente con Mandolinate a sera/Madonna degli angeli del 1947, anno in cui incide una ventina di dischi sempre a 78 giri. Nel 1950 si sposa con Lina Zenone da cui avrà due figli: Marco che diverrà un campione di tennis e Stefano tenore lirico. Esordisce al Festival di Sanremo 1953 con 5 canzoni, di cui due vengono escluse dalla finale: La mamma che piange di più cantata in coppia ad Achille Togliani e Povero amico mio interpretata assieme a Gino Latilla; con le altre tre approda in finale: Tamburino del reggimento, eseguita in prima battuta da Gino Latilla con il Doppio Quintetto Vocale, Vecchia villa comunale, replicata da Gino Latilla e Vecchio scarpone, eseguita anche questa con Gino Latilla e il Doppio Quintetto Vocale, aggiudicandosi il 3º posto ex aequo conLasciami cantare una canzone della coppia Teddy Reno - Achille Togliani.

Nel 1954 in coppia con Gino Latilla vince il primo premio con Tutte le mamme, e porta in finale Sotto l'ombrello in duo con Katyna Ranieri e replicata da Gino Latilla con il Duo Fasano, inoltre viene eliminato conBerta filava, eseguita anche da Carla Boni con il Duo Fasano.Nel 1954 in coppia con Gino Latilla vince il primo premio con Tutte le mamme, e porta in finale Sotto l'ombrello in duo con Katyna Ranieri e replicata da Gino Latilla con il Duo Fasano, inoltre viene eliminato conBerta filava, eseguita anche da Carla Boni con il Duo Fasano.

Nel 1957 a Sanremo interpreta due canzoni approdate entrambe in finale ed entrambe cantate in coppia a Claudio Villa, sia Cancello tra le rose, sia Usignolo, che si classifica al 2º posto con 48 voti, dietro Corde della mia chitarra della coppia Villa - Nunzio Gallo, che ottiene 63 voti.

Nel 1958 viene eliminato dalla finale 3 volte, per Arsura con Carla Boni, per È molto facile dirsi addio conMarisa Del Frate e per Se tornassi tu con Johnny Dorelli, mentre approda in finale con Campane di Santa Lucia, replicata da Claudio Villa.

Nel 1960 viene eliminato assieme ad Achille Togliani per Amore, abisso dolce e porta in finale assieme aSergio Bruni la celeberrima Il mare, che tante soddisfazioni commerciali ha dato specialmente a Bruni.

L'ultima sua apparizione a Sanremo risale al 1962, anno in cui viene escluso dalla finale assieme a Narciso Parigi per Vita.l 5 ottobre 2008 ha partecipato al memorial di Pino Rucher (chitarrista RAI) a 12 anni dalla sua morte. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Manfredonia e dalla Provincia di Foggia.

Per il Carnevale 2010 di Alassio si è esibito insieme a Nilla Pizzi, cantando alcuni dei suoi successi di sempre, bissando poi l'esibizione anche ad Ozzano dell'Emilia a luglio.

Muore nel tardo pomeriggio del 28 aprile 2012 all'Ospedale Maggiore di Bologna all'età di 91 anni.








venerdì 4 maggio 2012

Se capiti a Londra visita la mostra di " Leonardo:anatomista "

Moltissimi sono i turisti che affollano  Londra . Una opportunità molto interessante per visitare una collezione di disegni di Leonardo che vi svelerà un altro aspetto del suo  genio.
'Leonardo: anatomista' a Londra. In mostra alla Queen's Gallery a Buckingham Palace, fino al 7 ottobre, gran parte dei suoi studi di anatomia , circa 90 disegni, molti dei quali indediti. Questa mostra è la più grande mai realizzata sugli studi di Leonardo da Vinci del corpo umano.Leonardo è da tempo riconosciuta come uno dei grandi artisti del Rinascimento, ma era anche un pioniere nella comprensione dell'anatomia umana. Aveva intenzione di pubblicare il suo lavoro pionieristico in un trattato di anatomia, ma alla morte di Leonardo, nel 1519 i disegni sono rimasti una massa di materiale seminascosto tra le sue carte private per quasi 400 anni.Oggi sono tra i più grandi tesori della Royal Collection.

giovedì 26 aprile 2012

Un ricordo di Renato Rascel

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Renato Rascelnome d'arte di Renato Ranucci (Torino27 aprile1912 – Roma2 gennaio 1991), è stato un attorecomico,cantautore e ballerino italiano.












Quindi  100 anni fa nasceva Renatino , il comico della generazione degli " anta " , quando la comicità si faceva senza dire mai una parolaccia ed ogni gesto dell'artista strappava nel pubblico ( sia dei grandi che dei piccoli ) un sorriso  ed un tenero pensiero. Ricordo ancora oggi che  benchè Renato  negli anni 70  fosse già un signore maturo  è stato il primo amore di mia figlia ( all'epoca bambina ) ed attore preferito di mio padre , mia madre e mio nonno.
Oggi  voglio rendere omaggio per il suo centenario  all'illustre artista  romano  in maniera semplice e popolare come sarebbe piaciuto a Lui , usando i mezzi tecnologici degli anni 2000.
L'autore  e l'interprete del filmato realizzato con il telefonino e postato su You Tube è il grande Fiorello  che ringrazio.


domenica 22 aprile 2012

Le armonie del maestro Nino Rota “ sdoganate “ nell'olimpo della musica che conta.






Nino Rota (Milano,3 dicembre1911–Roma,10 aprile1979) è stato un grande compositore di colonne sonore, tra le quali quelle dei film ,Il Padrino , Amarcord di Federico Fellini e Assassinio sul Nilo. Il maestro ha vinto diversi importanti riconoscimenti, come un Golden Globe per la migliore colonna sonora originale, un Oscar alla migliore colonna sonora e un David di Donatello per il miglior musicista. Ma ha anche un ulteriore merito che penso sia stato determinante nella realizzazione dell'evento indicato nel titolo : il maestro Rota tanti anni fa ebbe modo di ascoltare il maestro Riccardo Muti , all'epoca quattordicenne , che si apprestava a sostenere come privatista un esame di pianoforte convincendo quindi la famiglia a mandarlo in conservatorio.
Veniamo ad oggi . Riccardo Muti dirigerà la Chicago Symphony Orchestra in una serie di concerti con musiche di Strauss ,Shostakovich e Nino Rota.
Quando ? Il 23 aprile al Teatro dell'Opera di Roma , il 24 a Napoli , il 26 a Brescia ed il 27 a Ravenna.

domenica 15 aprile 2012

Artisti del medio oriente in mostra nel Dubai

Asta di Christie's nel Dubai. Dal 17 di aprile, metterà all'asta oltre 150 opere di alcuni tra i più quotati artisti contemporanei, del medio oriente. Nome del calibro di Louay Kayyali (1934-1978), siriano, il libanese Paul Guiragossian (1926-1993) gli egiziani Mahmoud Said e Nasrollah Afjehei. Una serie di capolavori provenienti da Turchia, Egitto, Iran, Libano e dagli stessi emirati. La vendita della casa d’aste Christie si terrà presso l'Hotel Emirates Towers.
opera della siriana Safwan

mercoledì 11 aprile 2012

Ugo Nespolo, a Lucca con una personale dal 21 aprile al 20 maggio

Dall’Alitalia alla Campari, da Torino alla Toscana passando per il Cinema: per la prima volta Lucca ospita una personale di Ugo Nespolo, enfant terrible dell’arte contemporanea. Da sabato 21 aprile a domenica 20 maggio, la Fondazione Banca del Monte di Lucca, nelle sale espositive del palazzo al numero 7 di piazza San Martino (centro storico), offre a tutti gli appassionati dell’arte la possibilità di ammirare “Elogio del Bello” con una selezione di trent’anni di produzione artistica.
Pittore e scultore di fama internazionale, artista poliedrico, designer, illustratore, bibliofilo, cineasta, Ugo Nespolo è uno dei maestri dell'arte contemporanea mondiale: le sue prossime mostre sono in programma a Mumbai (Bombay), India; Dubai, Emirati Arabi; Giacarta, Indonesia; Roma (Palazzo delle Esposizioni); Milano (Palazzo Reale); Torino (GAM, Galleria d’Arte Moderna). La sua arte sfaccettata e caleidoscopica da oltre quarant’anni asseconda l’esigenza di espressione di un artista eclettico, che si manifesta in diversi ambiti: l’Alitalia inaugurò la nuova sede di New York con una sua personale e la Campari ha festeggiato i suoi 150 anni con un grandioso allestimento dell’artista nella stazione centrale di Milano. Estremamente vitale anche il suo rapporto con il Cinema (fu Man Ray, durante un incontro a Parigi, a consigliargli di “usare la cinepresa come un pennello”): è della fine degli anni Sessanta l'esperienza del “Cinema degli Artisti”, esperimento di contaminazione tra le arti ispirato al New American Cinema, realizzato con Mario Schifano; protagonisti dei suoi film sono stati tra gli altri gli amici Lucio Fontana, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti ed Enrico Baj. Con quest’ultimo, all’inizio degli anni Settanta, ha fondato a Milano anche il "Premiato studio d’arte Baj & Nespolo". Porta inoltre la sua firma il “Progetto Italia”, filmato prodotto da Cinecittà di cui è testimonial l’attore Giancarlo Giannini. Il suo impegno nella settima arte ed il suo eclettismo, unito alla volontà di portare l’arte nel mondo reale, lo hanno portato nell’ottobre 2011 anche a diventare presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, istituzione di eccellenza apprezzata a livello internazionale che ha sede all’interno della Mole Antonelliana.
Nespolo e la Toscana Nespolo è molto legato alla Toscana: nel 2009 è stato il primo artista contemporaneo ad esporre al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Già autore del “Pegaso”, la scultura in bronzo donata alla senatrice colombiana Ingrid Betancourt dall’allora presidente della Regione Claudio Martini, è sua anche la scultura con cui il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini rese omaggio al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nonché il drappellone del Palio di Siena del 2007. Portano la sua firma il manifesto dell’edizione 2010 del Festival EuropaCinema di Viareggio e le scenografie e i costumi della Madama Butterfly per il teatro all'aperto di Torre del Lago. È, infine, a lui che il Comune di Pontedera ha affidato la prossima, importante opera di riqualificazione urbana denominata “Laboratorio senza segreti”, nell’ambito della quale l’artista torinese sarà chiamato a rifare il look alla Città della Vespa. Lo stile e la mostra Mai legata in maniera assoluta a un solo filone, la sua produzione si caratterizzò subito per un'accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenta sempre una sorta di carattere distintivo. Ha sempre condotto una fervida attività espositiva, sempre nell'intenzione di sottolineare i rapporti arte-gioco, cimentandosi nei settori più disparati grazie al suo stile unico e inconfondibile. L’esposizione propone una selezione di 18 opere (acrilici su legno, serigrafie e tecniche miste su carta) selezionate per l’appuntamento lucchese, rappresentative del percorso creativo, dalla metà degli anni Settanta ad oggi, di uno degli artisti più attivi ed eclettici dell’arte contemporanea, in cui regna incontrastato il colore, vero veicolo della fantasia. “Ugo Nespolo è una delle figure più eclettiche del panorama artistico contemporaneo - spiegano il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Alberto Del Carlo ed il Consigliere d’Amministrazione e Coordinatore del Comitato Settore Eventi Pietro Roni -. L’incontro con la Fondazione Banca del Monte di Lucca ed Ugo Nespolo, conseguenza delle accurate costanti indagini di Marco Palamidessi e del Comitato per gli eventi, rappresenta una tappa importante nel progetto di approfondimento e diffusione dell’arte contemporanea: un approdo felice, dove adagiarsi negli “ozi“ del Bello, continuare a discorrere sull’Arte, pronti a cogliere il buon vento per nuove navigazioni. Fortunata la città di Lucca che apre le porte ad un artista – universale – capace di apprezzarne le bellezze, anche quelle più recondite, e di farne (chissà) ispirazione per future realizzazioni; fortunato l’artista che trova a Lucca una comunità da secoli preparata a gustare il Bello e quindi anche la bellezza della sue opere, e il profilo inimitabile di esse”. Il giovane critico Marco Palamidessi, che fa parte dello staff tecnico-scientifico della Fondazione Banca del Monte di Lucca, definisce Ugo Nespolo, “l'enfant terrible della cultura contemporanea italiana. Caleidoscopico, brillante prestigiatore del colore, allo stesso tempo istrione nel Collegio di Patafisica e semiologo supercolto: Nespolo si è dedicato alla decorazione delle nostre esistenze, diffondendo l’arte nel tessuto sociale e restituendo all’osservatore una quotidianità in cui gli oggetti scaturiscono da una mirabile maestria tecnica sostenuta da una festosa e disinibita fantasia”. Laboratori d’arte contemporanea per bambini Ugo Nespolo è anche illustratore di libri per ragazzi: suoi i disegni “psichedelici” di “Una zebra a pois” di Lelio Luttazzi (Gallucci Editore). L’arte di Nespolo, per la sua alta qualità e insieme per la presenza di numerosi piani di lettura, da quello più semplice ed immediato a quello più complesso, si presta in modo eccezionale per essere apprezzata anche dai più piccoli. Per questo, ogni giovedì alle 17 per tutta la durata dell’esposizione, all’interno della mostra si terranno dei laboratori aperti gratuitamente a tutti i bambini che, prendendo spunto dalle opere esposte, daranno l’opportunità di creare elaborati artistici attraverso un importante approccio ludico al favoloso mondo dell’arte. Le scuole possono partecipare a laboratori straordinari in orario mattutino, previa prenotazione (tel. 0583.08.22.10, e-mail info@fondazionebmluccaeventi.it).

venerdì 6 aprile 2012

Luca Signorelli “de ingegno et spirto pelegrino” Perugia, Orvieto, Città di Castello 21 aprile – 26 agosto 2012

Luca Signorelli, Vergine con il Bambino e i santi Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo (?) ed Ercolano (?) e un angelo, Perugia, Museo Capitolare della Cattedrale di San Lorenzo, olio su tavola, cm. 226 x 193, 1483-1484. Il 21 aprile 2012 apre al pubblico la grande mostra dedicata a Luca Signorelli (Cortona 1450 ca - 1523), uno dei più importanti maestri del Rinascimento, un artista “de ingegno et spirto pelegrino”, come lo definì Giovanni Santi, il padre di Raffaello, lungamente attivo in Italia centrale dal 1470 al 1523. La rassegna monografica che si apre a Perugia è la prima dal lontano 1953. La mostra ,curata da Fabio De Chirico, Vittoria Garibaldi, Tom Henry e Francesco Federico Mancini ,presenta oltre 100 opere, di cui 66 del pittore cortonese, si articola in tre sedi espositive: a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria, a Orvieto nel Duomo, nel Museo dell’Opera e nella chiesa dei Santi Apostoli, a Città di Castello nella Pinacoteca Comunale. Nella sede della Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia sarà illustrata l'intera carriera artistica di Luca Signorelli, a partire dalla sua formazione. Nell’introduzione al catalogo della mostra del 1953 si lamentava l’assenza delle Madonne di Boston, Oxford e Venezia, che, messe a confronto con l’affresco staccato di Città di Castello, sarebbero state fondamentali per verificare la tesi di Bernard Berenson, che aveva raggruppato “tali cose piefrancescane” sotto il nome di Signorelli giovane. La mostra di Perugia ripara a quella lacuna, mettendo in sequenza i quattro dipinti, con l’aggiunta, davvero importante, dell’intrigante Presentazione al Tempio, ex Cook e già Morandotti, venduta di recente da Sotheby’s a New York e gentilmente concessa in prestito dal nuovo proprietario. E’ possibile delineare, così, quella che i curatori della mostra, in linea con l’intuizione di Berenson, ritengono sia l’effettiva fisionomia artistica dell’esordiente maestro cortonese. Il quale, anche a dire di Giorgio Vasari, mosse i primi passi all’ombra del grande maestro prospettico. Per sottolineare l’influenza avuta da Piero della Francesca sul giovane Signorelli la mostra si apre con la Madonna di Senigallia, capolavoro maturo del pittore di San Sepolcro concesso in prestito dalla Galleria Nazionale delle Marche, che dialoga inoltre con il polittico di Sant’Antonio da Padova, stabilmente conservato nella Galleria Nazionale. Dopo l’esordio pierfrancescano, la mostra mette in luce la svolta che, nel percorso di Signorelli, è rappresentata, nella seconda metà degli anni settanta, dall’incontro con il Verrocchio a Firenze. Una bellissima testa di San Girolamo, ascrivibile a quest’ultimo dà modo di comprendere il senso di quella svolta, comune ad altri artisti come Perugino e Bartolomeo della Gatta, attivi in quegli stessi anni accanto al Verrocchio e, naturalmente, presenti in mostra con opere di quel periodo. Capolavoro giovanile del Signorelli e punto di snodo del percorso espositivo è la cosiddetta Pala di Sant’Onofrio del Duomo di Perugia, realizzata nel 1484 quando la diocesi di Perugia è retta dal vescovo cortonese Dionisio Vannucci, nipote e successore come vescovo del più famoso Jacopo. Qui Signorelli, che ha appena concluso la sua breve ma esaltante esperienza sui ponteggi della Cappella Sistina, raggiunge l’apice della sua potenza espressiva. Il percorso si dipana, poi, attraverso una serie di dipinti, molti dei quali indiscutibili vertici della pittura rinascimentale italiana, come il Tondo di Monaco o la Madonna Medici. Nel tentativo, in parte riuscito, di riassemblare opere del Signorelli smembrate in antico e oggi disperse in varie sedi museali italiane e straniere, vengono poi presentati alcuni frammenti della pala Bichi, parti della pala di Matelica e della pala Filippini di Arcevia, mentre l’Annunciazione di Volterra viene ricostruita in ogni suo elemento. Chiude la rassegna una selezione di disegni provenienti dal Louvre, dagli Uffizi, dal British Museum e da altre collezioni. Questa parte della mostra è di fondamentale importanza per capire quale ruolo abbia avuto la progettazione grafica nella costruzione della grandiosa ed eroica umanità del Signorelli. Nel Duomo di Orvieto Luca Signorelli ha affrescato il grandioso ciclo del Giudizio Universale nella Cappella Nova o di San Brizio (1499-1504), culmine della pittura rinascimentale, con le famosissime immagini del Finimondo, dell’Inferno e del Paradiso. La decorazione, avviata nel 1447 da Beato Angelico, fu portata avanti e compiuta da Signorelli che ne fece vertice sommo del nuovo stile, impareggiabile se non dai grandi maestri, come Michelangelo che ne trasse ispirazione e insegnamento per il Giudizio della Cappella Sistina. Nel Museo dell’Opera del Duomo (MODO) si conserva la tavola raffigurante Santa Maria Maddalena. Per l’occasione le opere sono state riunite in uno spazio interamente dedicato all’artista cortonese dove è allestito anche il cantiere di restauro della Pala di Paciano, aperto al pubblico. Dal Museo è possibile accedere per la prima volta dopo il restauro alla Libreria Albèri: un suggestivo ambiente rinascimentale decorato negli anni del cantiere signorelliano con soggetti profani ispirati al linguaggio artistico del maestro. Fu edificata nel 1499 tra la cattedrale e il nucleo più antico dei Palazzi Papali, per accogliere la biblioteca del vescovo Antonio Albèri (1423 ca - 1505), già arcidiacono del duomo nonché precettore del futuro papa Pio III Piccolomini, che la donò per testamento all’Opera del Duomo. Il ciclo di affreschi che ne orna le pareti è dedicato ai più famosi autori delle discipline presenti nelle sezioni della biblioteca. Questo spazio d’eccezione accoglie alcuni volumi incunaboli appartenenti alla collezione di Albèri e oggi conservati presso la Biblioteca Comunale di Orvieto, oltre a registri originali dell’Archivio di Stato e dell’Archivio dell’Opera del Duomo che documentano gli incarichi e l’attività orvietana di Signorelli. Viene qui esposto anche il raro dipinto su terracotta che ritrae Luca Signorelli e Niccolò Franchi, camerlengo della Fabbrica, probabile opera autografa dello stesso Signorelli. Nella chiesa dei Santi Apostoli, concessa nel 1625 alla Compagnia di Gesù e quindi ristrutturata secondo gli schemi di epoca barocca, è allestita una significativa rassegna di dipinti del Novecento: sono le opere di Fabrizio Clerici (1913-1993) e di Livio Orazio Valentini (1920-2008) che illustrano la ricerca portata avanti in contesti diversi nel segno profondo di Signorelli. Il monumentale palazzo Vitelli alla Cannoniera, a Città di Castello, è il terzo sito della rassegna, per una precisa scelta dei curatori di non spostare dalla Pinacoteca Comunale alcun dipinto del maestro cortonese; anzi di incrementare il già importante nucleo esistente con altre opere provenienti da collezioni italiane e straniere. Al tempo della signoria dei Vitelli, Città di Castello offrì al pittore molte, importanti occasioni di lavoro. Oltre ai ritratti di alcuni esponenti della famiglia Vitelli, l’artista eseguì infatti svariati dipinti per le principali chiese cittadine, a cui guardò con attenzione il giovane Raffaello. Restano a Città di Castello il bellissimo Martirio di San Sebastiano, l’appena restaurato gonfalone di San Giovanni Battista e la gigantesca pala di Santa Cecilia, opera tarda (1517 circa), ma di estremo interesse per comprendere il funzionamento della bottega signorelliana. Dopo il 1510, Signorelli concesse ampio spazio ai suoi collaboratori, pur non mancando di fornire disegni, spunti e idee compositive. Accanto alle opere della Pinacoteca, vengono presentati una decina di dipinti. Fra questi il bel tondo della Galleria Comunale di Prato, alla cui esecuzione potrebbe aver concorso Francesco Signorelli, nipote dell’artista e suo principale collaboratore, i Santi Rocco e Sebastiano dell’Accademia Carrara di Bergamo, una Presentazione al Tempio di collezione privata e una serie, interessantissima, di predelle tuttora sottoposte al vaglio della critica per la loro storia antica scarsamente documentata (la predella di Bucarest, della pala di Castel Sant’Angelo, della pala di Foiano della Chiana, dell’Assunzione di Cortona). In linea con la politica regionale, che da anni si impegna a promuovere la green economy, per la prima volta nella storia della realizzazione di eventi espositivi è stato progettato un allestimento eco sostenibile, per il quale saranno utilizzati materiali riciclabili, lampade a led e teli fotovoltaici in grado di produrre una consistente parte dell'energia necessaria alla mostra, riducendone così notevolmente i costi fissi di gestione. La mostra, articolata e complessa, grazie alla Regione Umbria potrà essere resa maggiormente fruibile anche attraverso due nuove Applicazioni, compatibili sia con i sistemi Apple e Android, che con smartphone e tablet. Dalla prima app non soltanto si potranno attingere le informazioni di carattere scientifico, turistico e organizzativo, ma sarà anche possibile effettuare una visita virtuale della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto; mentre la seconda applicazione, in versione “light”, sarà installata su venti IPad e permetterà ai visitatori della Galleria Nazionale dell’Umbria di approfondire le nozioni relative alle opere in mostra. La mostra dedicata a Luca Signorelli segna un’ulteriore tappa del percorso per valorizzare gli artisti più rappresentativi della stagione rinascimentale in Umbria, inaugurato nel 2004 con la mostra Perugino il divin pittore, proseguito nel 2008 con la mostra dedicata a Pintoricchio e nel 2009/2010 con la mostra dedicata a Piermatteo d'Amelia. Accanto al favore del pubblico e al successo mediatico, queste mostre hanno stimolato numerose ricerche e studi, confluiti nei rispettivi cataloghi e in numerose pubblicazioni scientifiche, confermando l’importanza dell’Umbria nel panorama artistico italiano tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Come per le altre grandi mostre dell’Umbria, anche per Signorelli sono promossi itinerari di visita nei siti che conservano opere dell’artista, in particolare nella Valtiberina: i poco noti ma fascinosi affreschi con Storie della Passione, che il pittore cortonese realizzò, verso il 1510, nell'Oratorio di San Crescentino a Morra, la chiesa-museo di Santa Croce di Umbertide con la tavola raffigurante la Deposizione dalla Croce del 1516 e, oltrepassando gli attuali confini amministrativi, lo stendardo di Sant’Antonio, conservato nella chiesa omonima di Sansepolcro. Senza dimenticare che Cortona, la sua città natale, conserva alcuni grandi capolavori come la Comunione degli Apostoli e il Compianto su Cristo morto nel Museo Diocesano.